Cani a rischio sfratto, valgono meno di 70 centesimi

Atripalda, il comune non paga e i volontari non riescono a fronte alle spese. Basterebbe poco

cani a rischio sfratto valgono meno di 70 centesimi
Atripalda.  

«Quando si parla di cani le istituzioni sono assenti. Il colpevole in questo caso è il Comune di Atripalda che si affida ai nostri giovani volontari e non versa nemmeno i contributi previsti di 3750 euro al mese. Sui nostri 180 animali corrisponde alla cifra irrisoria di 70 centesimi a cane. Una miseria, eppure, le istituzioni devono ancora pagare il secondo semestre del 2014. Abbiamo debiti di quasi 50.000 euro col mangime, così, andare avanti è impossibile. O ci danno una mano o per questi cani non vedo futuro e il canile potrebbe chiudere presto». A lanciare l'allarme è Angela Luongo, presidente dell'associazione Aipa, che gestisce l'unico canile comunale della provincia irpina ad Atripalda.

Entriamo nel canile. Cani scodinzolanti ci accorrono incontro. I box occupati sono quelli anteriori, la zona posteriore è stata sgombrata, in passato il Sabato che straripava ha rischiato di fare molte vittime fra gli animali. Il comune aveva promesso di intervenire con una messa in sicurezza, purtroppo nulla di fatto. Arriviamo al rifugio della mascotte della struttura: Nerone, un cane che combatte dalla nascita con una malformazione della colonna vertebrale. La postura gli causa semi-immobilità e piaghe perenni nella zona posteriore del corpo. E’ stato anche costretto ad un’amputazione dei genitali per evitare la morte. Eppure, quando la voce di Mariagiuseppa lo chiama, scodinzola sgranando gli occhi giallo giada e guardando verso la porta della casetta che lo ospita.

«Spesso – spiega Mariagiuseppa – come per Nerone anche altri cani richiedono di essere operati. Ci arrangiamo con l’autofinanziamento e il supporto di veterinari che offrono i propri servizi gratuitamente. Ma senza l’aiuto delle istituzioni gestire tutti questi cani diventa impossibile. La loro vita, per chi ci governa, vale meno di 70 centesimi».

anfan

(la foto ci è stata gentilmente concessa da Pellegrino Tarantino)