Gambacorta: "Il Frangipane ha le sue eccellenze da difendere"

"Chiediamo quindi una deroga o una correzione del decreto dirigenziale n.42"

Il caso Emotrasfusione

Ariano Irpino.  

Centro Emotrasfusione, è l'emergenza di questa estate 2015, l'emendamento dirigenziale va impugnato. Dopo il consiglio comunale ora si attendoni i passi della Regione e soprattutto del nuovo commissario regionale alla sanità che dovrà la cui nomina presto verrà ufficializzata. Ariano e l'Irpinia non possono pagare sempre per colpa di una politica napolicentrica che ha fatto disastri. "Non si può parlare di un depotenziamento dell’ospedale per la decisione di sopprimere il centro trasfusionale, io credo e spero che l’ospedale di Ariano Irpino abbia nei prossimi anni  il potenziamento necessario  dopo anni di sacrifici, di rigore, per il taglio dei costi da quando si è cominciato a parlare di rientro, ovvero dal 2008." E' questo l'auspicio del sindaco Domenico Gambacorta, che aggiunge: "La  Sanità in Campania, non  dimentichiamolo  che è stata commissariata per i costi eccessivi che si cono stati dal 2000. Oggi però siamo nella condizione di poter ripartire, sono prossimi all’espletamento di  concorsi per i primari di ortopedia e chirurgia.  Abbiamo una rianimazione a pieno regime e questo fa  sì che sia inserita bene nella rete dell’emergenza; insomma  il nostro è  un ospedale di assoluto rilievo, non solo in provincia di Avellino.  Sul servizio  emostrasfusionale abbiamo un problema, in quanto è  stata  alzata l’asticella nel corso degli anni, si prevedono infatti  3500 unità di sacche di sangue all’anno ,mentre da noi se ne raccolgono di meno. Ma è evidente che dobbiamo spiegare meglio alla Regione  che questo è un ospedale lontano da Avellino e Benevento e che qui si può fare sia la raccolta che la lavorazione del sangue  in maniera produttiva. Abbiamo chiesto una proroga e speriamo sia formalizzata al nuovo commissario che non si sa  se sarà  nominato subito.  Alla base di tutto c’è anche un equivoco. C’è stato un avvio di accreditamento fatto nel 30 giugno come Servizio trasfusionale, poi si è scoperto che valeva come per un centro di raccolta del sangue. Probabilmente  ci potrebbe essere anche qualche profilo di illegittimità dell’atto amministrativo.  Chiediamo quindi una deroga o una correzione del decreto dirigenziale n.42."