Centro storico in agonia? Si apre una spiraglio, una possibilità per tentare di dare una svolta al commercio, dopo la chiusura ben nota a tutti di molte attività e il trasferimento sofferto di qualche negozio dal centro alle periferie, Martiri o Cardito. (La foto molto suggestiva è del collega Francesco Fiorellini.)
Al via la presentazione delle domande per gli incentivi alle attività che si sono insediate nel centro storico a partire dal primo gennaio 2015. L’amministrazione comunale ha approvato, con delibera di consiglio comunale il regolamento per la concessione di contributi alle imprese che si insediano nel cuore della città.
Un intervento volto alla salvaguardia e alla valorizzazione del centro storico con un duplice intento, da un lato quello di contenere il progressivo spopolamento e dall’altro per essere da stimolo ed incentivare lo sviluppo del tessuto imprenditoriale urbano con l’insediamento di attività e un’attenzione particolare per quanto riguarda l’auto, imprenditorialità giovanile, prevedendo agevolazioni economiche e sgravi fiscali.
“Il perimetro delle zone interessate, ricadenti nei confini del centro storico, si apprende da Palazzo di Città, è così individuato:Il perimetro delle zone interessate, ricadenti nei confini del centro storico, è così individuato: Via Vitale, San Leonardo, Corso Vittorio Emanuele fino a San Domenico, via Conservatorio, Russo Anzani, via Santo Stefano, via Covotti, via Castello, via Umberto I. Le ditte, società, cooperative, associazioni di volontariato e sportive, con sede legale ed operativa nel Centro Storico, possono presentare domanda per chiedere il rimborso della Tari, utilizzando apposito modello di domanda, reperibile sul sito istituzionale www.comunediariano.it.”
Tutto questo mentre si è sempre in attesa del risveglio da un coma profondo, del complesso Giorgione, un baluardo o meglio un gigante malato, che potrebbe insieme a queste iniziative condivisibili dare una svolta definitiva al commercio. Ma sono stati fatti troppi errori fino ad oggi e non si sa ancora quale potrà essere realmente il futuro di questa struttura, che la città non vuole demolire ma rimettere in sesto con tutte le sue funzioni originali.
Gianni Vigoroso
