Nunziatina faceva parte delle cosiddette persone “invisibili”, di quelle che improvvisamente non vedi più passeggiare lungo le strade, sostare all’ingresso di un cortile, andare in chiesa, dal salumiere o da un’amica del cuore. In tanti avevano notato da qualche anno la sua assenza, in città, soprattutto nella Basilica Cattedrale, in quei primi banchi, insieme a sua sorella Maria Libera a pregare. Era lei il più delle volte ad avviare il rosario e ad intonare con la sua voce inconfondibile e gradevole i canti della liturgia come aveva fatto per lunghi anni nella chiesa di Sant’Agostino, poi diventata San Vincenzo Pallotti, soprattutto con il compianto Don Umberto Senesi. Il peso di una malattia, non di quelle incurabili ma sicuramente incalzante giorno dopo giorno l’ha costretta a non poter essere più autonoma, nella sua lucidità di sempre strappandola all’affetto di tutti all’età di 83 anni. “Parlare di Nunziatina - ha detto dall’altare Don Salvatore Albanese - significa ricordare un grande perno della famiglia Iacobacci, che sia nell’azione cattolica, che al fianco dei Padri Pallottini ha mostrato sempre profonda umiltà, fede e umanità, spesso al fianco degli ultimi. Una famiglia esemplare, con al primo posto da sempre Cristo e la fede." La ricordano in tanti per le sue opere di bene, soprattutto nella chiesa di Sant’Anna, dove non mancava di lasciare doni a persone bisognose in maniera silenziosa. E’ indescrivibile ciò che ha fatto per lei suo fratello Candido, fino all’ultimo istante della sua vita, insieme ad un angelo di nome Narcisa diventata in poco tempo una sorella e qualche volta più di una mamma per lei. “Per me come i miei nipoti sanno è stata la mia seconda mamma, riposa in pace sorella Nunziatina.” Sono state queste le parole commosse di Candido Iacobacci. Nell’ultimo percorso finale della sua vita è stata accudita amorevolmente all’interno della casa di riposo Capezzuti, dove il suo cuore ha deciso di fermarsi per sempre. La sua presenza su quella sedia a rotelle e il non voler più mangiare, aveva intenerito gli stessi ospiti oltre a tutto il personale. Un rito funebre semplice, un dolore composto e silenzioso, tutto ciò che aveva chiesto è stato esaudito, niente fiori, corone e in chiesa il feretro adagiato a terra semplicemente su un tappeto. Ad animare la liturgia il coro della Cattedrale di cui fa parte attiva il fratello Candido e la nipote Antonietta. “Il giorno che morirò, il funerale dovrà essere più semplice possibile”, è così è stato, perché Nunziatina Iacobacci era così. Così la nipote Antonietta: “Quando una persona ci lascia, quando non è più qui e non possiamo più toccarla, o sentire la sua voce, sembra scomparsa per sempre. Ma un affetto sincero non morirà mai. Il ricordo delle persone che ci sono state care vivrà per sempre nei nostri cuori: più forte di qualsiasi abbraccio, più importante di qualsiasi parola Un grazie di cuore a tutti per le tante dimostrazioni d'affetto ricevute.” Il nipote Roberto: “Ho condiviso tredici anni della mia vita insieme a te, mi mancherai ma sono sicuro che nel mio percorso di vita mi starai sempre affianco.” Poi una preghiera finale: “Affidiamo la sua anima alla Vergine - è stato questo l’ultimo saluto di sorella Elena Mozzillo nel cimitero, dove da ieri riposerà per sempre – la sua umile vita ci sia d’ora in avanti di grande esempio.” Venerdì prossimo alle 18.30 nella Basilica Cattedrale, verrà celebrata una messa in suffragio di Nunziatina.
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