Patrizia Reale, sindaco di Castel Baronia in Irpinia, è stata ufficialmente omaggiata a Miravella Eclano nell’ambito del premio Svimar "Aree interne al femminile", promosso dall’associazione per lo sviluppo delle aree interne guidata dal presidente Giacomo Rosa.
Il riconoscimento, assegnato a circa 120 sindache provenienti da tutta Italia, celebra il ruolo delle donne alla guida dei piccoli comuni, protagoniste di una leadership quotidiana fatta di ascolto, resilienza e capacità di trasformare le difficoltà strutturali in opportunità concrete per i territori.
Castel Baronia e l’intera Baronia irpina hanno così trovato una rappresentanza autorevole a livello nazionale, attraverso una figura istituzionale che incarna con forza il senso più autentico dell’amministrare con responsabilità e umiltà: stare tra la gente, comprenderne i bisogni e costruire prospettive reali di futuro.
Il sindaco Patrizia Reale ha dichiarato come il premio non sia un traguardo personale, ma un riconoscimento collettivo:
"Questo premio non è solo mio - ha dichiarato - ma appartiene ai miei concittadini, alla mia famiglia, ai miei figli, alla mia amministrazione e a tutti coloro che credono che anche dai piccoli paesi possa nascere qualcosa di grande".
Un momento intenso, che ha intrecciato esperienza personale e visione politica, mettendo al centro il valore delle donne capaci di conciliare affetti, lavoro, impegno sociale e responsabilità istituzionali, spesso lontano dai riflettori ma con grande determinazione.
Patrizia Reale ha ripercorso il suo cammino umano e professionale: dagli anni nella multinazionale informatica al giornalismo e all’imprenditoria nel settore della comunicazione e della ricettività, fino all’impegno associativo e al volontariato, antecedente alla politica.
Un percorso non convenzionale, culminato con l’elezione a sindaco nel giugno 2024, al suo primo mandato.
Il suo messaggio:
"L’ingresso in politica non era un obiettivo, ma quasi una conseguenza , Ci sono arrivata anche per reazione , dopo aver incontrato ostacoli, chiusure e ostruzionismo. Forse perché essere liberi, indipendenti e determinati, a volte , fa paura".
Castel Baronia è un paese che ha dato tanto alla storia e alla politica italiana, terra che ha dato i natali a tante figure di primo piano della storia italiana come Pasquale Stanislao Mancini, più volte Ministro del Regno d’Italia, e che custodisce un patrimonio identitario fatto di fede, tradizioni e bellezze naturali, con il Santuario della Madonna delle Fratte e i paesaggi incontaminati della Baronia.
Non sono mancate riflessioni lucide sulle criticità che affliggono i piccoli comuni: spopolamento, carenza di personale, difficoltà organizzative e servizi sempre più complessi da garantire. Temi affrontati con realismo, ma anche con fiducia, indicando prospettive concrete come la Stazione Hirpinia, il rilancio delle aree produttive della Valle Ufita e l’adozione del Puc, strumento fondamentale per programmare lo sviluppo dopo oltre vent’anni di attesa. Sono opere concrete che, però senza persone e servizi adeguati rischiano di restare sulla carta.
Il problema più grande è lo spopolamento: "Meno giovani, meno servizi, meno futuro". Serve una risposta concreta e nazionale, non solo locale. In questo contesto si inserisce anche il tema Unione dei Comuni
Particolarmente significativa la riflessione sull’Unione dei Comuni, intesa non come perdita di identità, ma come scelta intelligente e necessaria per rafforzare i territori, a condizione che sia costruita sui numeri reali e sulle esigenze delle persone, mettendo al centro lavoro, servizi e qualità della vita.
"L’unione non è una rinuncia, ma una scelta di intelligenza e di futuro. Quando una donna guida una comunità , non esercita solo un ruolo: apre strade,crea possibilitàe cambia il destino dei territori".
Nel ringraziare le autorità presenti, il ministro dell’interno, la regione, Anci e gli organizzatori, il sindaco ha rivolto un pensiero speciale ad Angelina Di Sisto, citata come esempio di visione e coraggio, e a tutte le donne sindaco delle aree interne:
"Insieme dimostriamo che i margini non sono periferia, ma il cuore pulsante dell’Italia". Un messaggio forte, che va oltre la cerimonia e che restituisce dignità, centralità e futuro ai piccoli comuni, attraverso una leadership femminile capace di trasformare i confini geografici in luoghi di possibilità.
L'evento ha visto la partecipazione di importanti autorità. I presidenti regionali e provinciali Anci di Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria.
