Si è svolto a Sant’Angelo dei Lombardi un interessante e significativo confronto pubblico organizzato dal locale Circolo Acli Millennium di concerto con le Acli provinciali sul nucleo tematico “Educazione e pace, oggi”, con la presentazione della Nota pastorale “Educare a una pace disarmata e disarmante” della Conferenza Episcopale Italiana.
Sulla attualissima tematica hanno relazionato Don Bruno Bignami, direttore dell’ufficio Nazionale CEI per i problemi sociali ed il lavoro, Maurizio D’Ago, Presidente regionale delle Acli della Campania, e Mons. Pasquale Cascio, Arcivescovo della Diocesi di Sant’Angelo dei Lombardi.
Dopo i saluti di Alessandro Varallo, Presidente del Circolo organizzatore, e del Sindaco Rosanna Repole, ad introdurre i lavori è stato Alfredo Cucciniello, Presidente provinciale delle Acli di Avellino. Cucciniello ha affermato che la pace è una condizione che si costruisce nelle comunità, nella vita quotidiana, dentro le relazioni, negli ambienti di lavoro, di cura, di studio, Le Acli - ha sottolineato- vogliono contribuire a una nuova narrazione della pace, che parli anche di lavoro sicuro, dignitoso, adeguatamente retribuito, non discriminato e condizionato da territorialità, genere e fattore anagrafico; una narrazione che parli di povertà, che affronti i temi della marginalità e delle fragilità, di solitudini e precarietà esistenziali; che parli di aree interne destinate allo spopolamento, di una diversa accoglienza dei migranti; che parli di nonviolenza, contro ogni violenza di genere e derivante dall’orientamento sessuale, di sicurezza ambientale, di giustizia riparativa e luoghi di pena dignitosi. Insomma, una presenza viva di giustizia sociale, dialogo, riconoscimento reciproco e rispetto, rimettendo al centro le persone coi loro dritti, i loro bisogni e i loro sogni”.
Don Bruno Bignami, riprendendo alcuni degli spunti emersi, ha sottolineato i contenuti e le prospettive socio-pastorali della Nota dei Vescovi, attraverso l’analisi puntuale dell’attuale situazione geopolitica e il dovere della Chiesa universale di svegliare i cristiani dal torpore delle loro appartenenze ecclesiali, ritenendo che la pace non vada solo declinata, ma sia premessa e coltivata all’interno della quotidianità esistenziale dei credenti. In particolare, i conflitti esistenti ai vari livelli vanno risolti con il dialogo, senza che diventino guerre senza tempo e senza confine.
Particolarmente apprezzate sono state le conclusioni di Pierangelo Milesi, Vice Presidente delle ACLI Nazionali, che ha delineato non solo i numerosi percorsi associativi delle ACLI sulla rilevante tematica, ma ha anche sottolineato l’urgenza di offrire alle nuove generazioni testimonianze concrete e coerenti di impegno attraverso momenti di pacifica mobilitazione, lontani dalle strumentalizzazioni e dal delirio di onnipotenza di alcuni dei protagonisti dell’attuale fase storica.
Le Acli, animate profondamente dalla loro ispirazione cristiana, sono da oltre ottanta anni in cammino sui sentieri dell’impegno sociale, culturale e politico, partendo dal cuore delle proprie scelte associative che vedono i loro Circoli come sentinelle del territorio attive e propositive all’interno delle comunità locali. Pensiero ed azione sono dunque le frontiere dell’impegno degli aclisti, all’interno della società civile e dell’alveo della Dottrina Sociale della Chiesa.
