Ariano: una corona di alloro per ricordare i partigiani caduti

Iniziativa dell'Anpi sezione Ariano-Valle Ufita

ariano una corona di alloro per ricordare i partigiani caduti

Ad Ariano una corona di alloro ricorderà i partigiani caduti durante la resistenza...

Ariano Irpino.  

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 i tedeschi considerarono gli italiani, ex alleati, dei traditori, mentre i partigiani cominciavano la Resistenza contro le forze naziste e la Rsi (Repubblica sociale di Salò), che avrebbe comportato gravi rappresaglie anche sulla popolazione civile.

Il 25 Aprile 1945 le brigate partigiane della Resistenza coordinate dal Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) che proclamò l’insurrezione generale del Nord Italia, coadiuvate dall’avanzata delle truppe angloamericane (Alleati), liberarono finalmente l’Italia dalla cruenta occupazione nazifascista. La lotta partigiana fu una guerra di liberazione nazionale che coinvolse tra le 240.000 e le 300.000 persone, unendo diverse formazioni politiche del Nord e del Centro-Italia contro l’occupazione nazifascista. Ingente il bilancio delle vittime: secondo l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, i partigiani morti durante la Resistenza furono oltre 54.000, inclusi 17.488 militari e 37.288 civili. Le donne partigiane combattenti furono circa 35.000, migliaia delle quali deportate e 2.812 tra quelle fucilate o impiccate. Altre 21.200 persone rimasero mutilate o invalide.

Anche Ariano Irpino diede il suo contributo alla Resistenza con almeno 36 partigiani combattenti in Italia e all’estero e tre partigiani arianesi caduti in Piemonte: Archino (Giovanni Pasquale) Calabrese, giovane muratore, detto “Carabron”, entrato nella Resistenza il 1° ottobre 1943 e fucilato il 7 luglio 1944 a Borgo San Dalmazzo (CN), per rappresaglia verso l’uccisione di un ufficiale tedesco, assieme ad altri nove uomini, due civili e sette partigiani, prelevati dalle carceri di Cuneo. Aveva 27 anni.

Giuseppe Caso, al comando della 44° Divisione Valchisone, dal 26 giugno 1944 al 12 luglio 1944. Gregario comandante di Distaccamento dal 1° luglio 1944 al 12 luglio 1944, quando a seguito di un rastrellamento dei nazifascisti, fu ferito a morte, in località Fraiteve (Alta Val di Susa, Piemonte), non aveva ancora compiuto 24 anni.

Armando Li Pizzi, nato ad Ariano Irpino il 16 febbraio 1924, fu fucilato il 28 marzo 1944 da un reparto composto da soldati russi alle dipendenze del Comando germanico, durante un’azione di rastrellamento. Aveva vent’anni. Li Pizzi faceva parte di un gruppo di 9 giovani partigiani, catturati dai tedeschi sulle montagne del Comune di Pontechianale. Condotti presso il cimitero del Comune, in frazione Maddalena, i 9 sventurati furono costretti a scavare una fossa comune, fatti coricare e uccisi con una sventagliata di mitra. Due giorni dopo, il Comune disseppellì i cadaveri dando loro una degna sepoltura in tombe separate. La tomba di Armando Li Pizzi era la n.8 (Il comune di Ariano non ha mai ritirato le ossa).                                                                      

Giovedì 23 aprile alle 18.00 nell’atrio del municipio di Ariano Irpino L'Anpi sezione Ariano-Valle Ufita attraverso la presidente, Floriana Mastandrea, deporrà una corona di alloro davanti alla lapide dedicata ai partigiani caduti, per onorarne la memoria. Parteciperanno alla cerimonia: Giovanni Capobianco, presidente provinciale Anpi Avellino, Antonio Alterio, storico, studioso, Fabrizio Procopio cantautore. Invitato all'evento il sindaco Enrico Franza