La desertificazione delle zone interne, tra rassegnazione e speranza

Focus nella terra del cratere, iniziativa promossa da Tony Lucido

la desertificazione delle zone interne tra rassegnazione e speranza

Il resoconto puntuale di Tony Lucido

Sant'Angelo dei Lombardi.  

Si è  tenuto presso l’Auditorium del Centro Sociale “Don Bruno Mariani”, a Sant’Angelo dei Lombardi, il primo appuntamento sul tema “La desertificazione delle zone interne, dalla rassegnazione alla speranza”, promosso dalla Pro Loco Alta Irpinia.

La Pro Loco santangiolese ha vuoluto, con questa prima iniziativa, smuovere le acque stagnanti su questa tematica importantissima della desertificazione della provincia, in particolare dell’Alta Irpinia. Si è deciso di organizzare un gruppo di lavoro che possa animare il dibattito e la discussione, organizzando una serie di incontri sul territorio irpino che possano stimolare l’attenzione del mondo politico, delle istituzioni, della cultura, dell’imprenditoria, del sindacato, del terzo settore e dell’informazione.  

Con invito di Tony Lucido, storicamente impegnato, con la sua Pro Loco, oltre nella promozione turistica, culturale e sociale del territorio, anche nella lotta all’abbandono delle zone interne e nella difesa delle istituzioni, si è  tenuto il primo incontro, a cui hanno preso parte un centinaio di persone, provenienti da tanti paesi dell'Alta Irpinia, da Monteverde, Calitri, Sant'Andrea di Conza, Guardia, Lombardi, Teora, Lioni, Morra de Sanctis, Vallesaccarda, Frigento, Zungoli, Nusco, Sturno, Gesualdo, ecc. ecc.

Sono intervenuti ed hanno preso la parola,  i sindaci di Sant’Angelo dei Lombardi  Repole, di Monteverde Vella, presidente  Consorzio Servizi Sociali,  di Torella dei Lombardi Delli Gatti, di Nusco Iuliano, ex sindaco di  Guardia Lombardi ed unico candidato alle prossime  elezioni,  Siconolfi, il presidente provinciale UNPLI, Silvestri,  Pietro Cerreta  fisico-scienziato, Fernanda Ruggiero, formatrice di classe dirigente e figure professionali per il turismo, la prof.ssa Ramona Del Priore, impresa sociale Carmasius- UNPLI Avellino, Raffaele Cipriano , segretario Provinciale partito "Noi di Centro".

Diversi altri esponenti politici, amministratori, animatori di Pro Loco  e di Enti del Terzo Settore, che purtroppo  vista l'ora tarda hanno rinunciato a parlare. Qualcuno e venuto a parlarmi pure di assenze istituzionali, ma io registro le presenze, tutte spontane ed interessate, " non truppe cammellate".

Atteso ed apprezzato, pur se ridotto per l'ora tarda l'intervento di Franco Mangialardi, animatore dell'iniziativa, protagonista del mondo cattolico in Italia e in Europa nella promozione della cultura solidale cristiana nell’ambito del lavoro; in pochi minuti, in una breve sintesi ha affascinato i presenti con il suo spessore culturale. Egli ha, tra l'altro, parlato dando un forte valore etico al dovere dell'impegno e dell'azione politica tutta protesa nell'attenzione alla persona ed alle sue difficoltà  e speranze. Impegno di attenzione verso gli umili, i poveri, i senza lavoro, solennemente assunto,  in tanti momenti della sua azione tra gli emigrati e tra gli operai, nel suo impegno di promozione  del solidarismo cattolico inviato dalla Chiesa nel mondo,  prima nella  Bologna rossa, senza costruire contrapposizioni,  poi nella grande e potente Diocesi di Milano, addirittura in Germania a Francoforte, anche negli Usa, poi con il cardinale Martini e gli imprenditori lombardi favorendo il gemellaggio tra la Diocesi di Milano e la Diocesi dell'Alta Irpinia in occasione del terremoto del 23 novembre 1980, da non dimenticare l'esperienza a Bruxelles con Romano Prodi.

"Questo è lo spirito, il pensiero ed il valore dato alla iniziativa ed agli impegni nel sociale anche dal sottoscritto,  che da sempre  caratterizza la sua azione come testimonianza  in questa direzione, come momento di servizio complessivamente  alla Comunità  ed alla persona.

Questo incontro è stato un momento di ufficializzazione di avvio di iniziative, riflessioni che dovranno stimolare la coscienza dei cittadini e l’azione politica e amministrativa delle istituzioni. L’iniziativa, lungi dall’essere contro o di alternativa a organizzazioni, istituzioni presenti sul territorio, vuole sostenere e condividere l’impegno per la lotta all’abbandono delle zone interne.

Abbiamo messo in moto, un movimento  che ha come obiettivo  la promozione  della riflessione, dell'analisi e della proposta. 

Nonostante non sempre rispettati, spesso delegittimati, se non addirittura, in modo subdolo avversati, forse perché  non facili a compromessi e transazioni, con questo primo appuntamento,  abbiamo favorito una vetrina per sindaci da un lato ed un  dialogo della classe dirigente  politica con il territorio. 

Abbiamo voluto stimolare la consapevolezza  della libertà ad essere coscienza critica  che andrebbe sempre ricercata, per costruire le soluzioni migliori; senza essere mai notai che registrano solo la storia, amministratori gestori del presente, ma sempre  innovatori e costruttori di speranze.

L’azione vuole essere da stimolo contro la stagnante rassegnazione, una condizione di sostanziale inerzia che fa registrare visioni e prospettive non di lungo termine.

Non è più il tempo della rassegnazione ma è tempo di costruire, per le giovani generazioni, le ragioni della speranza, per motivarle a restare. Così, nello stesso tempo, favorire il ritorno di quanti sono partiti, perché tornando sono portatori di valore aggiunto: l’esperienza maturata nel mondo. I prossimi impegni in scaletta, alcuni già  fissati riguardano: il lavoro, la sanità, il turismo, le strade e la Scuola.

È necessario pensare al futuro, partendo sin da oggi, lavorando ad un nuovo umanesimo che metta al centro di ogni interesse, la persona, l’uomo, la sua terra e l’ambiente, di cui è chiamato ad essere il geloso custode. È necessario spiegare alla politica e all’economia che la dorsale appenninica è un’opportunità, non solo regionale, ma addirittura internazionale nell’ambito delle nuove dinamiche economiche e sociali senza confini. È  necessario restituire alle persone l’identità, il senso di appartenenza e le radici profondecon il proprio territorio".