«Sono stato tacciato di essere un camorrista, un delinquente. Devo tutelare la mia immagine e quella dell'Istituzione che rappresento e, pertanto, querelerò chi si è reso responsabile di atti lesivi dell'altrui dignità, tra l'altro recanti firme false». Pur precisando «di non volere il male di nessuno», Pellegrino Gambardella non torna indietro sui suoi passi. Anche se questi potrebbero costargli la fine anticipata della consiliatura: «Non cadrebbe il mondo - afferma il sindaco di Visciano - L'Amministrazione non vive del mio respiro, vorrà dire che restituiremo la parola al popolo sovrano».
Ma cominciamo dal principio, dal motivo del contendere: la delibera di consiglio sulla gestione del cimitero. «Dopo anni di cure approssimative - spiega Gambardella - abbiamo pensato di affidarci ad uno studio di fattibilità per un project financing finalizzato ad un potenziamento del servizio di manutenzione cimiteriale. Nessun appalto, alcuna gara, ma un semplice studio di fattibilità nel quale chiediamo ad un'ipotetica azienda di farsi carico, per almeno 25 anni, del servizio, fissando tra l'altro i costi della manutenzione dei loculi a 30 euro annui, che sarebbero poi 2,50 euro al mese, 8 centesimi al giorno. La proposta è stata approvata in Giunta prima e in Consiglio poi. Qualche giorno dopo, il vice sindaco Soviero protocolla in Municipio una missiva aperta, non riservata, un atto pubblico, all'interno del quale, a nome dell'assessore Trinchese, si chiede una revisione del voto dato e l'immediata sospensione della delibera consiliare».
«Fin qui tutto pacifico - prosegue Gambardella - Cambiare idea fa parte della dialettica politica, anche se è opportuno precisare che non rientra tra le podestà del sindaco sospendere una deliberazione consiliare. Serve un nuovo passaggio prima in Giunta e poi in Consiglio. Ma in quel documento ci sono cose che non quadrano». Innanzitutto, la chiosa della missiva: «L'assessore Trinchese, o chi per esso, scrive testualmente: "qualora non vi sarà risposta a stretto giro, rinuncerò alle mie deleghe che di fatto vengono pedissequamente soffocate dall'ingerenza coercitiva del sindaco e della dirigenza". E' una sollecitazione offensiva e fuori contesto. Qui non siamo a Napoli, il sindaco lo si incontra tutti i giorni. Io non sono un delinquente. La mia non è ingerenza ma un controllo obbligatorio legittimato dal Tuel. Un controllo che tra l'altro ho esercitato su una materia, quella cimiteriale, che non è stata delegata a nessun assessore. Querelerò l'assessore e lo faranno probabilmente anche i dirigente dell'Ente. Sarà poi la magistratura a chiarire chi ha firmato quella missiva perché, e lo dico senza timore alcuno, quella firma non è di Giovanni Trinchese».
Chiarito il retroscena, chiediamo a Gambardella di fare altrettanta chiarezza sullo stallo amministrativo venutosi a creare in paese. «In questo momento non si può governare e quindi, di concerto con il mio gruppo, avvierò dei sondaggi per capire se esistono ancora condizioni reali per proseguire nel mandato. Avrò contatti con tutti, opposizioni comprese. Ci sono progetti importanti che vanno ultimati: dal piano regolatore al piano di protezione civile, dalla differenziata alla pubblica illuminazione. La gestione commissariale potrebbe essere deleteria. E' chiaro che, se dovesse esserci convergenza con le forze di opposizione, andrebbe adeguata la linea programmatica di mandato, facendo nostre proposte che siano nell'interesse della collettività». Un passaggio finale anche sulla nuova Giunta: «Entrerà certamente il consigliere La Cerra, l'altro posto deve essere occupato per legge da una donna e sarà un'esterna all'Amministrazione». Vedremo chi tra Montanaro e Conte offrirà la donna migliore...
Rocco Fatibene
