Ariano: "La pioggia è arrivata, il cittadino che innaffia le piante è libero"

Ha salvato il salvabile, ma la maggior parte sono tutte secche e abbandonate

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Leggete questa lettera giunta alla nostra redazione...

Ariano Irpino.  

Sia benedetta la pioggia, attesa nelle campagne e riserve d'acqua ma anche nel centro storico di Ariano Irpino dove si spera di poter salvare il salvabile a causa del mancato innaffiamento delle piante durante l'estate, da piazza plebiscito, zona Calvario e ingresso villa comunale.

Qui in modo particolare ci ha pensato Giuseppe Modugno, non nuovo ad iniziative del genere a rifornirsi di acqua in un bar e vaschetta in mano, ad innaffiare le piante. 

Fin qui il gesto di Modugno. Ma particolarmente significativa è anche la lettera di un altro cittadino, assiduo frequentatore della villa comunale indirizzata alla nostra redazione: 

"È anacronistico sorprendersi per i danneggiamenti che avvengono nel centro del paese poiché è il semplice epilogo di quanto le istituzioni locali hanno insegnato e insegnano tuttora ai nostri giovani. Ed invero, hanno trasmesso loro il convincimento che distruggere il prato nella villa comunale sia un diritto così come sia una cosa normale lasciare nell"incuria totale le piante ivi esistenti.

Hanno trasferito il concetto che si può lasciare impunemente l'automobile ovunque in divieto di sosta (sui marciapiedi,  in piena curva, negli stalli riservati ai portatori di handicap ed attaccata ai muri  rendendo così le strade di fatto a senso unico e anche pericolose per i pedoni).

Hanno convinto i nostri giovani che circolare con un motoveicolo manomesso conferisca il diritto di produrre inquinamento acustico ed ambientale oltre che di creare ovviamente pericolo alla circolazione stradale.

Hanno trasferito loro il concetto che tenere una casa diroccata in pieno centro sia parimenti il più nobile dei diritti.

Non hanno mancato di far comprendere loro che la inibizione della circolazione sul corso non potrà mai essere una scelta politica poiché le istituzioni consentono a qualche commerciante o a qualche residente di via D"Afflitto di dettare le regole per tutelare i loro esclusivi interessi.

Se questa è la cultura che si è oramai consolidata in città perché dobbiamo stupirci per gli atti vandalici".