Alcuni di loro sono scesi dal tetto della Comunità Montana dell’Ufita solo per qualche ora, per raggiungere Avellino ed incontrare il prefetto, altri sono rimasti li. Accompagnati dai sindacati, una delegazione di operai è stata ricevuta a Palazzo di Governo per discutere l’ormai nota vertenza sul mancato rinnovo del contratto ad oltre duecento lavoratori idraulico forestali a tempo determinato. Al tavolo anche il presidente della provincia Domenico Gambacorta. Per i sindacati i soldi ci sono, la regione li ha stanziati ed una parte è stata anche liquidata ma l’ente ancora non ha provveduto a rinnovare i contratti e se non lo fa entro la fine dell’anno i lavoratori rischiano di non arrivare al numero di giornate minime stabilite per poi accedere, ad esempio, alla disoccupazione. La situazione è tesa. Ma il problema dei forestali non riguarda solo gli operai a tempo indeterminato, ma anche quelli a tempo indeterminato che da trenta mesi, sostengono, sono senza stipendio. All’incontro, concluso in tarda mattinata, non era presente la Comunità Montana né il presidente Carmine Famiglietti che ha inviato una lettera. in cui si esprimeva solidarietà ai lavoratori. E’ stato deciso che il prefetto farà da mediatore tra le parti in causa cercando di fare tutto il possibile per trovare un punto di incontro. Molto probabilmente nelle prossime ore incontrerà Famiglietti. Per il momento l’assemblea permanente degli operai non sarà smobilitata. Le ore passano velocemente e il natale si avvicina: “Presidenza e giunta, stanno dimostrando di non avere un minimo di coscienza. Poco importa se la festa più importante dell’anno, quella dedicata alla famiglia, la trascorreremo sul tetto di un edificio a protestare.” La notte scorsa uno di loro è stato colto da malore, la tensione è altissima e la stanchezza si fa sentire. “Ci stanno trattando come delinquenti, coloro che invece dovrebbero tutelarci. Ieri mattina Famiglietti non si è presentato ad Avellino, nascondendosi dietro una lettera. Ci chiediamo a che serve, questo giocare a nascondino. Cosa che invece non ha fatto il prefetto di Avellino, mettendoci la faccia, pur di trovare in qualche modo una soluzione, attraverso una mediazione. Noi non tollereremo, i soldi per pagare i nostri stipendi e dare una svolta a questa vicenda ci sono. Se poi c’è un altro disegno, quello di arrivare allo scadere del 2014 per poi assumere nuovo personale e metterci alla porta, lo si dicesse chiaramente. Abbiamo dimostrato, nonostante la rabbia di essere delle persone civili, ma ora basta. Se non ci verrà data una risposta nelle prossime ore e se la politica non farà la sua parte con immediatezza, non controlleremo più le nostre azioni.” Un Natale dunque rovente, con seri rischi per ordine pubblico ad Ariano Irpino. Non ci si può limitare a prendere parte ad un tavolo, solo attraverso una letterina di natale, le questioni vanno affrontate faccia a faccia mediante il confronto diretto e il coinvolgimento di tutte le istituzioni, ognuna per le sue competenze.
