Sigarette, stangata in vista: 70 centesimi in più a pacchetto

La manovra, le ipotesi, gli aumenti

sigarette stangata in vista 70 centesimi in piu a pacchetto

 

di Simonetta Ieppariello

Tempi duri per chi fuma: in arrivo c'è un nuovo aumento sulle sigarette. Settanta i centesimi più previsti a pacchetto. Insomma, qualcosa di buono di certo c'è potrebbe essere un incentivo per chi voglia smettere di fumare per farlo subito, in tempi brevi.

I pacchetti di sigarette, soprattutto quelli oggi più economici, potrebbero subire un rincaro fino a 70 centesimi, per effetto di due emendamenti, uno al decreto fiscale che accompagna la manovra, e il secondo direttamente alla legge di Bilancio.

Un aumento nascosto tra le righe di una modifica del regolamento sul monopolio, proposto dal presidente del gruppo Alternativa Popolare Laura Bianconi insieme al senatore Marcello Gualdani. Il ritocco al prezzo di consumo interesserà soprattutto quelle di fascia più bassa. L'emendamento è stato inserito per rispondere alle esigenze finanziarie del ministero dell'Economia. Insomma su punta a fare cassa. Ma lo stesso aumento del prezzo delle sigarette non viene esplicitato in maniera diretta. La modifica, di fatto, riguarda un generico adeguamento tecnico alle disposizioni in materia del tabacco lavorato. In parole povere si tratta di un aumento delle accise sulle sigarette di bassa fascia, quelle più economiche per intenderci.

Ma i calcoli sono anche più neri all'orizzonte.
Calcolatrice alla mano se si fanno i conti l'aumento potrebbe lievitare fino a due euro entro un progressivo arco temporale di due anni.

E la riflessione di fondo è che qualora si procedesse i pacchetti di sigarette di fascia bassa costerebbero, nel concreto, quanto quelli di fascia alta.

Risultato? Chi decidesse di non smettere di fumare potrebbe essere incline a scegliere i prodotti di marchio più famoso, vista la quasi partià di costo.

Insomma, ad essere penalizzati non sarebbero solo i fumatori ma anche i produttori minori di tabacco.

Si tratta di un gioco di percentuali, per legare l'onere fiscale minimo alla tassa dei prodotti venduti a un prezzo medio ponderato. Accentuando così il carattere "regressivo" della tassa sui tabacchi, che già di suo penalizza le fasce basse, fino al punto che a breve non ci saranno più differenze di costi tra i vari marchi.