Consorzio di Tutela dei Vini: il resoconto dell'assemblea

Quanto emerso dall'assemblea dei soci.

consorzio di tutela dei vini il resoconto dell assemblea
Avellino.  

Riceviamo e pubblichiamo:

Partecipata assemblea dei soci del Consorzio di Tutela dei Vini d’Irpinia dopo il riconoscimento ministeriale. Nella sala Grasso di Palazzo Caracciolo, sede dell’ente Provincia, si sono ritrovati gli attori della filiera vitivinicola della provincia di Avellino per un confronto ampio e costruttivo che si è incentrato soprattutto sulle prossime sfide in cantiere per la crescita del settore in provincia e sui principali mercati nazionali e internazionali.

Piena condivisione e unicità di intenti tra gli imprenditori irpini che si sono confrontati sulle strategie da mettere in campo per capitalizzare il prestigioso riconoscimento ottenuto a livello ministeriale e per potenziare ulteriormente la filiera vitivinicola. In apertura di seduta il presidente Stefano Di Marzo ha ringraziato tutti per l’impegno profuso nel corso degli anni per il settore e il territorio più in generale, esaltando la qualità delle produzioni locali destinate, grazie anche al recente riconoscimento della tutela, a svolgere sempre più un ruolo guida in Campania e non solo.

Consorzio di tutela dei vini d’Irpinia www.consorziovinidirpinia.it Viale Cassitto 7, 83100 Avellino e-mail info@consorziovinidirpinia.it L’assemblea ha approvato, in linea con quanto indicato dal decreto relativo al riconoscimento ministeriale della tutela, le modifiche ai disciplinari relativi al Fiano di Avellino DOCG, al Greco di Tufo DOCG, al Taurasi DOCG e all’Irpinia DOC. L’imbottigliamento dovrà avvenire solo ed esclusivamente nelle zone di produzione: un’indicazione che rafforza ulteriormente il legame tra produttore e territorio in una strategia di filiera sempre più completa. Nei nuovi disciplinari sono stati inoltre inserite anche nuove tipologie di vino, tra cui il Fiano di Avellino Spumante e Riserva e il Greco di Tufo Spumante e Riserva.

Via libera anche al bilancio preventivo 2018, in cui sono state inserite alcune voci di spesa relative al nuovo iter avviato all’indomani dell’atteso riconoscimento. Nel corso dell’assemblea è stato inoltre illustrato il programma relativo alle attività di formazione previste per il 2018. Nutrito il calendario di iniziative destinate sia alle cantine che ai viticoltori. Previsti, tra gli altri, momenti di formazione e aggiornamento sull’etichettatura delle bottiglie e per il rilascio di tesserini relativi a specifiche attività agricole connesse alla viticoltura. Via libera anche al programma di promozione per il nuovo anno del settore e delle produzioni dei soci.

Il Consorzio irpino sarà presente, tra gli altri, al Merano WineFestival, al ProWein di Düsseldorf e il Vinitaly, fiera internazionale di Verona. Tante le iniziative e i momenti di promozione in calendario, a partire da “Ciak Irpinia” che avrà, dopo il successo dell’anno scorso a Taurasi, una seconda edizione. Dal primo gennaio 2018 partiranno inoltre, come previsto dal decreto, le attività di controllo “erga omnes” sul territorio per le quattro denominazioni tutelate, e cioè Fiano di Avellino DOCG, Greco di Tufo DOCG, Taurasi DOCG e Irpinia DOC.

La capillare attività di verifica garantirà standard elevati di qualità delle produzioni locali. Consorzio di tutela dei vini d’Irpinia www.consorziovinidirpinia.it Viale Cassitto 7, 83100 Avellino e-mail info@consorziovinidirpinia.it L’assemblea si è conclusa con un approfondimento sull’evento in programma sabato 16 dicembre alle 16.30 all’ex Carcere Borbonico. “Libiamo ne’ lieti calici” è il titolo della serata di celebrazione immaginata e realizzata dal Consorzio di Tutela per festeggiare l’importante traguardo del riconoscimento ministeriale. I protagonisti assoluti della manifestazione, alla quale prenderanno parte anche esponenti della politica e delle istituzioni locali e regionali, saranno gli imprenditori della filiera vitivinicola irpina che racconteranno il territorio e si confronteranno sulle sfide che attendono uno dei settori di riferimento dell’economia irpina e campana.