Sacchetti bio, «Ok portarli da casa, ma no al riutilizzo»

Parziale rivisitazione del provvedimento del ministero

sacchetti bio ok portarli da casa ma no al riutilizzo

 

di Siep

Entra in vigore l'obbligo di utilizzare gli shopper compostabili a pagamento per l'acquisto di prodotti ortofrutticoli sfusi nei supermercati. Sembra che il prezzo medio dovrebbe attestarsi a 0,03 centesimi. Pur con un costo così esiguo oggi si è scatenata l'ira di molti, finita inevitabilmente sui social media. E mentre chi è a favore di azioni strutturali in favore dell'ambiente spende il proprio tempo a cercare di far ragionare i più riottosi, risolve tutto il Ministero della Salute che  ieri fa una parziale retromarcia: sì alle buste monouso portate da casa, ma no al riutilizzo, per motivi igienici. «Non siamo contrari al fatto che il cittadino possa portare i sacchetti da casa, spiegano al Ministero, a patto che siano monouso e idonei per gli alimenti». «Il riutilizzo dei sacchetti - precisa il direttore generale del Ministero, Giuseppe Ruocco - determinerebbe infatti il rischio di contaminazioni batteriche». Il titolare dell'esercizio commerciale «avrebbe ovviamente la facoltà di verificare l'idoneità dei sacchetti monouso introdotti».
"Premesso che in Francia c'è già una legge approvata che vieta tutta la stoviglieria in plastica (produzione e vendita) a partire dal 2020, che anche in Italia noi stessi in AICS lavoriamo ad una PDL in tal direzione, e che quindi si tratta di una strada già delineata, dovremmo fermarci un attimo a riflettere sul nostro futuro e sul futuro dei nostri figli e parlare di numeri facili da comprendere prima di andare su tutte le furie" Così Andrea Nesi responsabile ambiente di AICS
"Anche ammesso che un utente utilizzi 10 sacchetti per 3 volte a settimana (un'enormità), il costo totale per 12 mesi sarebbe € 43 (10 sacchetti x 3 giorni a settimana x 4 settimane x 12mesi = 1440 sacchetti x 0,03 cent = 43 euro). Però il contributo in favore dell'ambiente sarà di 1440 sacchetti di plastica in meno. Noi pensiamo che sia giusto procedere in tal direzione" Continua Nesi.
"Pochi minuti fa però, il ministero della salute rilancia con un comunicato che ha dell'assurdo. Potrete portare i sacchetti da casa ma devono essere compostabili e non utilizzati in precedenza, demandando al supermercato il controllo che i sacchetti siano appunto nuovi. Una vera assurdità che si ritorcerà contro chi l'ha messa in campo  pensando forse più al 4 marzo che non all'ambiente ad alla nostra salute. Speriamo vivamente che non depotenzino questa lodevole iniziativa smentendo il comunicato o che provveda il Ministero dell'Ambiente a mettere il punto su questa ridicola iniziativa" Conclude Nesi.

Intanto il Codacons annuncia un esposto per truffa a 104 procure. Intanto un portavoce della Commissione europea ha spiegato oggi che la direttiva sui sacchetti a pagamento (recepita in Italia al 1/o gennaio) nasce dalla «grande preoccupazione» per i 100 miliardi di buste di plastica prodotte ogni anno e destinate a restare nell'ambiente per 100 anni. La norma europea si basa sul principio «chi inquina paga».

Tutti i Paesi Ue, ad eccezione di Spagna e Romania, l'hanno già recepita. Le borse di plastica di qualsiasi tipo «non possono essere distribuite a titolo gratuito» dai supermercati, spiega il Ministero in una circolare diffusa oggi e «il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino». Intanto su Twitter continuano le polemiche e le accuse al Pd di favoritismo alla Novamont. Ma molti difendono il provvedimento e qualcuno la butta sul ridere inventando nuovi slogan.