Crisi covid e nuove opportunità, la sfida di Confcooperative

ConfCooperative Avellino, rieletto alla presidenza Francesco Melillo

crisi covid e nuove opportunita la sfida di confcooperative

Dall'emergenza sanitaria alle nuove occasioni di sviluppo sul territorio, le nuove sfide delle cooperative irpine

Avellino.  

Si è svolta l’assemblea per il rinnovo delle cariche sociali di Confcooperative Avellino. Francesco Melillo – esponente della Apooat - è stato rieletto presidente.

Il consiglio provinciale - riunitosi sulla piattaforma web organizzata da Node società di servizi di Confcooperative con circa 50 delegati partecipanti - ha deciso di rinnovare, dopo quattro anni, la fiducia al presidente uscente. Francesco Melillo e Valentino Santucci inoltre rappresenteranno il comitato provinciale di Avellino presso il consiglio regionale di Confcooperative Campania.

Confcooperative è la principale sigla di rappresentanza, assistenza, tutela e vigilanza del movimento mutualistico italiano e delle imprese sociali.

Mai come in questo momento storico, segnato dalla pandemia di Covid 19 e dalla profonda crisi economica che ne è scaturita, la rete di servizi e supporto garantita da ConfCooperative rappresenta un punto di riferimento per le imprese aderenti e i loro soci.

Il ruolo delle Cooperative durante l'emergenza

Il presidente Melillo, nella sua relazione, ha sottolineato in particolare il ruolo svolto dalle tante cooperative sociali irpine, sanitarie e mediche, impegnate in prima linea nell’emergenza al fianco dei soggetti più deboli, ma anche quello delle cooperative agricole e di trasporto o consumo che hanno garantito durante il lockdown la catena di approvvigionamento dei beni alimentari alle famiglie.

“Si è operato in molti casi più per una spiccata responsabilità sociale che per obiettivi strettamente economici tenendo dritta la barra sull’attenzione alla necessità delle persone e del bene comune – spiega il Presidente Melillo – . Tuttavia ci sono anche cooperative che hanno subito in maniera dura l’effetto della pandemia dovendo interrompere le loro attività in maniera drastica e dovendosi affidare ai sostegni economici che Stato e Regione hanno messo in campo. Strumenti più o meno efficienti a seconda dei casi. A queste cooperative siamo e saremo vicini per sostenerle e provare ad immaginare insieme a loro possibilità di ripresa o di modifica del modello di business”.

Crisi economica e nuove opportunità per le aree interne: le Cooperative di Comunità

“Crediamo infatti - aggiunge Melillo - che in particolare per le aree interne della Campania si aprano adesso nuove possibilità per le nostre imprese. La gestione di parchi o di aree all’aperto che ritrovano nuova affluenza a causa dell’esigenza di distanziamento sociale naturale, il ripopolarsi, per ora transitorio di alcuni borghi dovuti al “ritorno a casa” di giovani cervelli che in questo periodo possono lavorare in “smart working” può creare nuova linfa per i nostri territori, dove risiedono gioielli naturalistici, culturali e storico-artistici che rischiano di restare senz’anima.

Per favorire tutto questo abbiamo spinto, come Unione regionale, per l’approvazione di una legge regionale sulle cooperative di comunità che ha recentemente visto la luce e che consente un finanziamento di 50.000€ per la loro nascita. L’obiettivo delle cooperative di comunità non è rispondere ai bisogni di un gruppo sociale ristretto, ma ai bisogni della comunità appunto, essendo controllate dalla stessa comunità, offrendo e gestendo beni di comunità, garantendone a tutti un accesso non discriminatorio. In sostanza una cooperativa di comunità, in un territorio particolarmente vulnerabile, può sviluppare un’attività economica finalizzata al benessere collettivo e non solo a quello della massimizzazione del profitto".

“Ad oggi sono molti i contatti e le richieste che ci sono pervenute dai territori – spiega il presidente di ConfCooperative Francesco Melillo - Il nostro obbiettivo è quello di affiancare tecnicamente la nascita di questi soggetti che possano quindi rivitalizzare i territori fornendo tutte le competenze che Confcooperative ha, lasciatemi dire, forse più di ogni altro soggetto in questo settore”.

Agricoltura, settore trainante per l'irpina

“Non si può parlare del territorio Irpino se non si parla di agricoltura. Sappiamo che tradizionalmente la nostra è una provincia ad alta vocazione agricola ma che culturalmente in questo settore è poco organizzata in cooperazione. Le nostre cooperative agricole sono presenti soprattutto nel settore olivicolo, cerealicolo, lattiero caseario e della frutta in guscio. E’ necessario che le cooperative trovino un potenziamento nella costruzione a valle della filiera, riuscendosi a dotare di impianti di trasformazione che consentano loro di aumentare i margini di redditività dei loro prodotti e trovare mercati di sbocco. Il nostro compito come organizzazione è quello di sostenerli su questa strada con gli strumenti propri della cooperazione: Fondosviluppo, il Fondo Mutualistico per la promozione e lo sviluppo della Cooperazione, Coperfidi”.

La rete istituzionale: Camera di Commercio Irpinia- Sannio, Gal e Distretti rurali

“E’ inoltre necessaria la costruzione di più ampie relazioni sul territorio, come già iniziato ad esempio nell’ambito di Agrinsieme soprattutto con la Cia - confederazione italiana agricoltori - qui rappresentata dal presidente provinciale Michele Masuccio ed AcliTerra qui rappresentata dal presidente regionale Giovanni Perito. Tali relazioni, vanno potenziate anche con gli altri soggetti istituzionali e dei corpi intermedi con cui quotidianamente ci confrontiamo. Come Confcooperative siamo convinti che lo sviluppo delle aree interne passi necessariamente per la cooperazione di tutti i player presenti sul territorio, a partire dai cittadini”.

“Per dare maggiore sostegno alle nostre cooperative è importante la possibilità di avere un ruolo di rilievo nella nascente Camera di Commercio Irpinia Sannio, nei Gal e nei distretti della qualità e distretti rurali” aggiunge Melillo .

Boom di Cooperative al femminile e lotta allo sfruttamento

“Le cooperative sociali sono la parte più consistente della nostra base associativa, che in generale può vantarsi, rispetto alle altre province della Campania, di registrare la più alta incidenza di soci donne, il 52 per cento del totale e il più alto peso di cooperative attive femminili. Per garantirle il più possibile abbiamo contribuito all’istituzione del registro regionale delle cooperative sociali, e per tutelare tutte le nostre cooperative sane contro quelle cosiddette spurie abbiamo partecipato assiduamente all’osservatorio sulla cooperazione, istituito presso l’ispettorato provinciale per il lavoro, invitando alla partecipazione al tavolo, privatamente e pubblicamente, anche le parti sindacali la cui assenza rendeva invalida la riunione e che talvolta hanno preferito generici atti di accusa contro la cooperazione piuttosto che scendere nel merito delle distinzioni. Rispetto a questo, chiunque ci abbia provato, ha trovato una ferma risposta in Confcooperative. Siamo i primi a condannare le false cooperative ma anche il più alto baluardo della difesa dei principi cooperativi e della vera cooperazione che non può essere infangata generalizzando singoli episodi scorretti. Allo stesso modo continueremo la nostra battaglia contro chi utilizza contratti truffa che invece di tutelare i soci lavoratori gli sottraggono diritti.

Lotta fondamentale questa, perché qui si annidano anche vantaggi competitivi al massimo ribasso fatti sulla pelle dei lavoratori in gare d’appalto che seguendo questa logica puntano più al risparmio per l’ente committente che alla qualità dei servizi erogati. Sembra ormai diventato endemico del settore il ritardo nei pagamenti della pubblica amministrazione che crea grossi problemi di liquidità alle nostre cooperative sociali con ritardi a cascata nei pagamenti delle stesse cooperative ai propri soci. Anche qui è necessario essere sempre presenti nella pressione alla pubblica amministrazione affinchè riduca questi tempi, ma allo stesso tempo è necessario creare anche una più stretta sinergia con le nostre BCC del territorio”.

Inclusione e servizi alle fasce deboli

“Nella nostra provincia in particolare è auspicabile una maggiore interconnessione e collaborazione tra le nostre cooperative sociali, mentre con il Piano di Zona Avellino in particolare è necessario spingere per la realizzazione degli oltre 8 milioni di attività programmate e accantonate per il sociale di cui i tanti soggetti fragili, che in quell’ambito risiedono, aspettano i benefici. Di contro sono 11 gli ITIA Intese Territoriali di Inclusione Attiva ai quali direttamente come Confcooperative o attraverso le nostre cooperative sociali stiamo partecipando grazie ai rapporti strutturati con gli ambiti finalizzati alla costruzione di centri di prossimità di servizi per il sostegno a persone e famiglie svantaggiate, in condizioni di vulnerabilità e fragilità sociale. Abbiamo inoltre posto in essere percorsi di Alternanza Scuola Lavoro che hanno avuto risonanza nazionale per la loro qualità, abbiamo tra le altre attività posto in essere 30 progettualità di rete; 5 Accordi Territoriali di Genere (ATG) di cui 1 come capofila; un Progetto di Sviluppo Rurale; un Progetto di formazione sociale nelle carceri; Partenariati in progetti contro la violenza di genere”.

Obiettivo: il bene comune

“Il nostro obiettivo resta quello della costruzione del bene comune, difendere e promuovere la cooperazione come strumento di crescita economica e sociale nei nostri territori e quello di favorire la partecipazione dei giovani e delle donne ai processi economici ed al mercato del lavoro.

Una visione alternativa di economia che mira alla valorizzazione del capitale umano alla salvaguardia del territorio ed allo sviluppo sostenibile. Viviamo come individui e con le nostre imprese in tempi difficili aggravati dalla crisi dovuta al covid. Ma Tempi duri creano uomini forti, uomini forti creano tempi buoni. Noi vogliamo e dobbiamo essere la rete di uomini e donne forti in grado di costruire tempi buoni” conclude il presidente di ConfCooperative Avellino Francesco Melillo.

Il Comitato provinciale Confcooperative Avellino è così composto:

FRANCESCO MELILLO (Presidente)

ADELAIDE DEL GROSSO

BRUNA CERRACCHIO

CARLO MAZZA

FRANCESCO GAGLIARDI

FRANCO FIORETTI

GIUSEPPE FRIERI

GIUSEPPE PACIFICO

LINA DI PAOLO

LUISA DE BLASI

MARIA DE CHIARA

MASSENZIO GALGANO

MAURIZIO DE PASCALE

PASQUALE MOSCARITOLO

ROSARIO PEPE

SEBASTIANO GRANDE

SIMONA GUACCI

TERESA DE GENNARO

VESPASIANO FIORENZO