Montefusco al voto, Manganiello: "Pronti a voltare pagina"

Il manager, ex assessore, annuncia la candidatura con una civica di ispirazione di centrodestra

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Montefusco.  

“E' arrivato il momento di voltare pagina. Montefusco è ferma, ristagna, da troppo tempo, mancano totalmente politiche di sviluppo e servizi per i cittadini. Ecco perchè ho pensato di tornare in campo”.

Assessore della giunta Parente dal 1985 al 1990, Alberto Manganiello, 62 anni, imprenditore e manager (è stato anche amministratore delegato della De Vizia) annuncia la sua candidatura a sindaco di Montefusco.

“Sarà una lista civica, aperta alla collaborazione e alle intelligenze del paese” assicura Manganiello, anche se la sua storia personale di militanza politica affonda le radici nel centrodestra, più precisamente con Fratelli d'Italia.

Nel piccolo comune che domina la media valle del Calore, si sta per concludere l'esperienza amministrativa di centrosinistra targata Carmine Gnerre. Il sindaco uscente non ha ancora sciolto la riserva, probabile che decida di continuare il percorso avviato nel 2014 con la lista “Insieme per Montefusco” con cui ottenne il 42,97% dei voti.

Nel frattempo Manganiello gioca d'anticipo e mette insieme un gruppo di persone che condividono la stessa visione, la stessa prospettiva per il paese irpino, famoso per la sua grande vocazione vitivinicola dove si produce da sempre un ottimo Greco di Tufo Docg, e non solo.

“Il paese è ridotto male. Sono tornato a viverci dopo alcuni anni di assenza per lavoro, i miei figli sono nati qui, ma con l'amministrazione Gnerre Montefusco ha ricevuto il colpo di grazia – dice Manganiello – In quattro anni non è stato fatto niente. Solo tre progetti approvati dal commissario prefettizio, la casa dell'acqua e le telecamere di videosorveglianza. Stop. Nessun tipo di investimento sul territorio, non si è riusciti ad immaginare un percorso di sviluppo – aggiunge Manganiello – eppure ci sarebbe tanto da fare...”

E dica, come pensa di cambiare rotta? Su cosa si dovrebbe puntare?

“Montefusco potrebbe vivere di turismo enogastronomico. Abbiamo due cantine molto importanti sul nostro territorio. E poi abbiamo arte e storia: il convento di Sant'Egidio, che rientra nel percorso di San Pio, è stato completamente dimenticato. Ecco, io partirei da qui, dalla valorizzazione delle risorse enoturistiche”.

Poi c'è la questione sociale. In un comune che ha vissuto in questi anni una profonda trasformazione, molti giovani sono andati via.

“Ma non tutti. Ci sono molti giovani che hanno scelto di restare e provare a vivere con attività legate all'agricoltura. Credo che ci siano i margini per ricominciare. Ma è necessario più senso di comunità. Quello che manca è proprio lo stimolo, la voglia di discutere. la gente è rassegnata. Questo deve cambiare” conclude il candidato sindaco.

A breve sarà ufficializzata la lista di nomi che lo affiancheranno in questa partita, insieme al simbolo.