Alto Calore, si fa largo l'ipotesi sdoppiamento tra Irpinia e Sannio

Il nuovo assetto societario potrebbe servire ad ottenere la "salvaguardia" della Regione

alto calore si fa largo l ipotesi sdoppiamento tra irpinia e sannio

Due società in house, una irpina e l'altra sannita. Si lavora anche per affidare a un esterno la riscossione delle morosità

Avellino.  

Recupero dei ruoli da un lato e riassetto societario dall'atro. Si lavora contemporaneamente su due fronti per salvare l'Alto Calore su cui pende un’istanza di fallimento della Procura di Avellino. Dopo l'elezione, per la prima volta, di un sannita alla guida del Consiglio dell'Ambito Distrettuale Calore Irpino (il sindaco di Montesarchio Franco Damiano), in attesa di eventuali sviluppi sulla divisione del distretto, nell'azienda di Corso Europa si sta lavorando al riassetto operativo e si sta valutando invece la possibilità, molto più concreta, di una scissione della società in due aziende diverse. 

Una si occuperebbe dell’erogazione del servizio nei comuni irpini dell’ambito, l’altra in quelli del Sannio. Una separazione, sulla scorta di quanto già è stato fatto a Napoli nell'azienda dell'acqua Abc con la divisione tra capoluogo e città metropolitana, che porterebbe alla costituzione di due società in house. Si tratta in sostanza di un passaggio propedeutico per ottenere la “salvaguardia” dalla Regione Campania. Nessun ritorno al passato assicurano da Corso Europa, non sarà come quando l'azienda era divisa nel settore Servizi e nel settore Patrimonio. In questo caso si tratta di un atto che porterebbe in tempi più brevi ad avere la convenzione per esercitare l’attività e, quindi, l’affidamento del ciclo idrico integrato da parte dell’Eic.

L’amministratore unico Michelangelo Ciarcia e il suo staff sono già a lavoro su quella che appare molto più che un'ipotesi, e si sta verificando la fattibilità insieme a un consulente della Regione. Procedere quanto prima al riassetto del quadro operativo dell'ente significa mettersi nelle condizioni di accedere ad una serie di fondi europei e ministeriali, anche se quelli del Ministero delle infrastrutture, legati alla programmazione del PNRR, si possono ormai considerare perduti.

Una volta approntato il piano di riassetto societario si dovrà riunire l'assemblea dei soci ma l'ultima parola spetterà ovviamente alla giunta De Luca, a Santa Lucia. Nel frattempo si lavora anche alla riscossione delle fatture insolute . Per il recupero delle morosità che costiyiscono una voce importante del bilancio dell'ente idrico, si potrebbe far ricorso presto ad un concessionario esterno nazionale. L'assemblea dei sindaci dovrebbe svolgersi il prossimo 28 aprile.