Ha l'espressione rassicurante di chi sa come affrontare gli ostacoli che troverà davanti. E il primo, più insidioso, è sicuramente quello della composizione della giunta. Ma Nello Pizza, l'avvocato penalista che gli avellinesi hanno scelto come sindaco, è sicuro di farcela. E lo spiega con la sua proverbiale pacatezza a Otto Channel tv in una intervista a tutto campo nella rubrica "Punto di vista" (CLICCA QUI PER RIVEDERE L'INTERVISTA).
Sindaco, è stata una rivincita rispetto al 2018?
"No, questa volta era un'altra partita. Basti pensare che tra i miei alleati c'erano i cinque Stelle, che invece allora nel 2018 furono gli artefici di quella sconfitta. Quindi era un clima diverso. Non l'ho vissuta come una rivincita, l'ho vissuta in realtà come una nuova battaglia, anche perché anch'io personalmente in questi anni ho fatto esperienza politica che allora non avevo, quindi era un'altra partita".
Cosa ha fatto la differenza in questa campagna elettorale?
"Ma, io credo intanto una voglia di cambiamento, che si è manifestata in maniera evidente in città, questi ultimi anni sono stati travagliati anche abbastanza traumatici per la città e c'era la volontà di voltare pagina. E noi siamo stati bravi ad interpretare questo sentimento".
La città di Avellino cosa si lascia alle spalle.
"Sono stati anni complicati anche di conflitti politici. Adesso dobbiamo guardare avanti, soprattutto il mio intento è quello di rasserenare il clima politico in particolare nei rapporti con le istituzioni. Noi insomma eravamo abbastanza isolati rispetto alla Regione Campania e alle altre istituzioni. Avellino ha bisogno di ripartire dalle piccole cose perché sono le cose essenziali. È una città che è in grande difficoltà soprattutto sulla qualità dei servizi per i cittadini e noi su quello dobbiamo agire".
L'ha sostenuta un'alleanza davvero molto larga, da Mastella a Fratoianni. Ora tutti dicono: non riuscirà ad accontentare tutti per la formazione della giunta. Che cosa risponde?
"Ma noi abbiamo lavorato su un programma, che abbiamo condiviso: ogni forza politica ha voluto inserire un elemento caratterizzante rispetto alla loro storia personale e politica. quindi io credo che questa sia la garanzia migliore. Poi, credo che questa contrapposizione continua non giovi più a nessuno. Oggi bisogna rimboccarsi le maniche e cominciare a lavorare perché la città ha bisogno. E credo che chi dovesse, invece, frapporre interessi di parte rispetto all'interesse della comunità farebbe una cosa veramente sbagliata".
Forse dovrà rispolverare il famigerato manuale Cencelli?
"L'ho detto che farò una giunta politica, quindi è evidente che il risultato elettorale non può essere trascurato rispetto a quello che poi sarà la composizione dell'esecutivo. Poi per il resto io credo di coinvolgere veramente i migliori rappresentanti di ogni forza politica".
Ecco in attesa della proclamazione in genere si chiede al nuovo sindaco per i primi cento giorni se c'è un obiettivo urgente da raggiungere. Lei ha in mente già qualcosa?
"Ma c'è questo problema di ACS, di ventitré posti di lavoro: questo è chiaro che sarà uno dei primi problemi che affronteremo perché dobbiamo da una parte secondo me salvare una realtà che può diventare un braccio operativo per l'Amministrazione ma anche tutelare soprattutto i posti di lavoro. E siccome lì è una corsa contro il tempo credo che sia una delle prime cose di cui dovremo occuparci".
Per chiudere, agli avellinesi che cosa dice.
"Ma credo che gli avellinesi abbiano premiato la serietà e la mia sincerità, la trasparenza. Io veramente voglio migliorare le condizioni della città, voglio che Avellino diventi una città vivibile tutti i giorni e quindi questo è il mio impegno. E da qui ai prossimi cinque anni ce la metteremo tutta per fare in modo che Avellino torni ad essere una città come era un tempo era considerata la Svizzera della Campania, dove si può vivere bene".
