"Vogliamo solo lavorare", la vertenza ex Arcelor arriva in Provincia

I sindacati: serve confronto non battaglia: appello al presidente Picone

vogliamo solo lavorare la vertenza ex arcelor arriva in provincia
Luogosano.  

Fiom e Fim-Cisl sono scese in piazza questa mattina davanti a Palazzo Caracciolo per tornare a chiedere sblocco della vertenza che da mesi tiene fuori dal ciclo produttivo trentadue lavoratori dell'ex ArcelorMittal di Luogosano. Gli atti della vicenda sono stati impugnati davanti al Tribunale amministrativo regionale e il sit-in ha preceduto un incontro con il neo presidente della Provincia, Fausto Picone, che ha confermato la propria disponibilità a farsi mediatore tra le parti.

Il ricorso al Tar allunga i tempi della vertenza

«Purtroppo assistiamo al fatto che adesso, come dovevamo, si fa ricorso alla magistratura amministrativa, quindi i tempi si allungano, e c'è ancora un braccio di ferro, un rapporto di forza che non ci aiuta». piega Giuseppe Morsa.

Sulla stessa linea Luigi Galano, segretario generale della Fim-Cisl Avellino: «La sentenza del Tar diventa dirimente e purtroppo allungherà i tempi di questa vertenza che era stata rilanciata con l'insediamento del nuovo presidente della Provincia, ma che aveva risentito di battute d'arresto dovute alle campagne elettorali che si sono concluse da poco».

I sindacati: “Serve un tavolo di confronto, non una battaglia”

«Abbiamo chiesto al presidente la possibilità di farsi carico di convocare le parti, di provare a ricucire un discorso, un rapporto con il territorio che si è sfilacciato in maniera veramente ingiustificata e che sta portando al ritardo dell'investimento, reinvestimento e reindustrializzazione dell'ex ArcelorMittal».

Un territorio in crisi: popolazione in calo e capannoni vuoti

Dietro la vertenza c'è un quadro più ampio che i sindacati descrivono con cifre e immagini concrete. Lo stabilimento ex ArcelorMittal è fermo, e si trova affianco all'ex Prometal, anch'esso inutilizzato. Due insediamenti industriali vuoti nello stesso comprensorio. «Il territorio perde sempre popolazione», ha ricordato Morsa, sintetizzando il senso di una crisi che va oltre i trentadue lavoratori direttamente coinvolti.

La sentenza del Tar attesa nei prossimi mesi

La sentenza del Tar, attesa nei prossimi mesi, sarà determinante per stabilire se e come potrà riprendere il percorso verso la reindustrializzazione del sito. Nel frattempo, i trentadue lavoratori restano fuori dalla produzione.