Grande Sarno, confronto a Montoro: "Subito confronto con la Regione"

L’iniziativa, promossa da Casa della Sinistra e Alleanza Verdi e Sinistra

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Montoro.  

Un’assemblea affollata e partecipata si è svolta a San Bartolomeo di Montoro, dove cittadini, rappresentanti istituzionali, politici e associazioni hanno discusso del futuro del bacino del Sarno. L’iniziativa, promossa da Casa della Sinistra e Alleanza Verdi e Sinistra, arriva dopo l’annuncio della gara per il progetto “Grande Sarno”, un intervento da oltre 400 milioni di euro che ha suscitato preoccupazioni per la mancanza di confronto con il territorio.

Preoccupazioni sul metodo adottato dalla Regione Campania

Uno dei punti maggiormente discussi durante l’incontro è stato il rischio che interventi così significativi vengano annunciati attraverso la stampa e riproposti senza coinvolgimento delle comunità locali. I presenti hanno sottolineato: «Non è accettabile che, in pieno agosto e senza il coinvolgimento delle comunità locali, venga riproposto un progetto nato circa quindici anni fa». È emersa la richiesta che la Regione Campania cambi metodo e apra un dialogo reale, coinvolgendo cittadini, associazioni e istituzioni locali e condividendo le scelte strategiche per il futuro del bacino.

Priorità a bonifica

Secondo quanto discusso in assemblea, il progetto da oltre 400 milioni di euro deve produrre benefici per l’intero bacino idrografico del Sarno e non può limitarsi alla realizzazione di nuove opere. La priorità, è stato ribadito, deve essere la bonifica e la riqualificazione del Sarno e dei suoi principali affluenti, la Solofrana e la Cavaiola. Attenzione è stata dedicata anche alle vasche già esistenti, la cui manutenzione è considerata insufficiente. «Prima di costruirne di nuove a poca distanza da quelle esistenti occorre verificare il funzionamento e la manutenzione di quelle già realizzate. Altrimenti si rischia di spendere ingenti risorse per opere che potrebbero rivelarsi inutili o addirittura dannose». Sul tema del dragaggio, considerato comunque necessario, sono state chieste garanzie precise. In particolare, emerge la domanda su dove e come verranno smaltiti i materiali provenienti dal fondo del fiume, considerata la storia di contaminazione del bacino.

Chiesto il monitoraggio

Al centro del dibattito anche il problema degli sversamenti industriali, che secondo quanto denunciato durante l’assemblea continuano a verificarsi in occasione delle piene. Sui lavori agli argini sono state chieste garanzie di sicurezza, manutenzione e controllo. Il rischio denunciato è che, se nelle nuove vasche dovessero confluire acque contaminate provenienti da scarichi industriali o abusivi, queste strutture possano trasformarsi in grandi aree inquinate a cielo aperto, trasferendo il problema invece di risolverlo.

Appello alla Regione 

Da qui nasce la richiesta di un confronto diretto con la Regione. L’assemblea ha infatti sostenuto la richiesta già avanzata dal segretario regionale di Sinistra Italiana Tonino Scala di un incontro con il presidente della Regione Campania Roberto Fico. L’obiettivo è ottenere garanzie sul progetto, aprire un confronto con il territorio e verificare la possibilità di modificare gli interventi, orientandoli finalmente verso quello che deve essere l’obiettivo principale: la bonifica, la riqualificazione e la messa in sicurezza dell’intero bacino del Sarno.

Investimenti da utilizzare per risolvere i problemi reali del territorio

«Su un’opera da oltre 400 milioni di euro non chiediamo di fermare gli investimenti. Chiediamo che vengano utilizzati bene, che risolvano i problemi del territorio e che cittadini e istituzioni locali siano protagonisti delle scelte».