Presentata presso il Museo Civico e della Ceramica di Ariano Irpino l’associazione Futura Irpinia, presieduta da Enrico Franza e moderata dall’avvocato Enrico Riccio.
Questa nuova realtà nasce dalla volontà e dalla necessità di un gruppo di persone, in particolare di giovani, che credono nella forza del confronto per superare la retorica che riduce l’Irpinia a una realtà sacrificabile, marginale e che troppo spesso rimane inascoltata. “Non un partito, non un movimento elettorale, non un comitato di scopo”, bensì “un laboratorio civico e culturale dove si studia, si propone e si dibatte”.
Il punto, dunque, rimane il margine assunto in senso radicale, che non rappresenta una vocazione geografica né tantomeno una condanna sociale, ma una precisa costruzione politica che ha tenuto fuori dal dibattito pubblico i territori e le aree interne. Da questo Futura Irpinia intende partire, senza chiedere assistenza, semplicemente portando bisogni e istanze al centro, riconnettendo un tessuto sociale che altrimenti rischia di rimanere subalterno. Guardare al futuro tramite il diritto di restare vuol dire ritornare a essere soggetti attivi.
Enrico Franza, già sindaco di Ariano Irpino, attualmente consigliere di opposizione, ha sottolineato la necessità di un ritorno a un nuovo modo di abitare e alla centralità dell’attivismo civico attraverso la costruzione di un futuro che possa essere in armonia con i grandi cambiamenti infrastrutturali che stanno attraversando il nostro territorio.
A seguire è intervenuta Erika Paduano, affermando “il diritto a non essere isolati”, non solo geograficamente ma soprattutto socialmente, accantonando le diseguaglianze strutturali a cui le aree interne sono state per anni abbandonate.
Valeria Iannarone, esperta in filologia moderna, ha argomentato il diritto di restare consapevolmente e ha proposto la costruzione di hub culturali attraverso reti sociali e il connubio tra vecchi e nuovi talenti.
Successivamente ha preso la parola l’avvocato Roberto Albanese, ponendo l’accento su uno dei temi più discussi all’interno delle comunità, e cioè la gestione dei beni comuni, che sfugga alle privatizzazioni crescenti e diventi il fulcro dell’esercizio democratico. Inoltre, ha attenzionato il discorso sulla gestione delle energie rinnovabili e delle risorse idriche.
Carmelina La Canfora, dottoressa in relazioni Internazionali e analisi di scenario, ha condensato, attraverso la teoria critica e la crisi della riproduzione sociale, la necessità di un welfare del comune, superando la sussidiarietà e l’assistenzialismo e rimettendo al centro l’idea universalistica dei diritti.
Andrea De Gruttola e Fabio De Vitto, fondatori dell’azienda di software Aethereal Studios, hanno affrontato l’intelligenza artificiale come dispositivo per la creazione di comunità e l’attivazione di risorse inutilizzate.
Infine, ha preso parte all’iniziativa anche l’associazione di promozione sociale Arricrea, con sede a Sturno, rappresentata da Lucio Moccia, Michele Annicchiarico e Antonio Lancillotto, tenendo fede all’obiettivo di Futura di guardare al territorio inteso non come singoli comuni, ma come l’insieme di persone, associazioni, comitati e collettivi.
Da questo lavoro di coordinamento e di innovazione di pensiero nasce dunque una nuova idea di guardare all’Irpinia, anche in un linguaggio politicamente scorretto che centralizzi i soggetti marginalizzati, precari e diversi.
Quest’ultima, l’Irpinia, non rappresenta una pagina sfortunata della storia né un destino al quale guardare attoniti e rassegnati, bensì una nuova opportunità di rinascita.
Si rinnova l’appuntamento per sabato 31 ottobre alle 11:00 presso il Museo Civico e della Ceramica per portare il dibattito dall’Europa alle aree interne, con la presenza dell’eurodeputato Dario Nardella, già sindaco di Firenze, e di Giuliano Resce, docente di Economia Politica all’Università degli Studi del Molise. Modera l’evento il giornalista Tiziano Tedeschi. Il futuro lo costruiremo dai margini: "Futura Irpinia".
