Il Novellino pensiero: Bollini, Rosina e Ardemagni arrabbiato

Avellino - Salernitana: la vigilia nelle considerazioni a tutto campo del tecnico dei biancoverdi

Avellino.  

 

di Marco Festa

C'è un solo regalo che può rendere davvero felici i tifosi dell'Avellino: vincere il derby con la Salernitana. Lo sa bene Walter Novellino, che domani, sotto l'albero natalizio, desidera scartare il primo successo da allenatore dei biancoverdi dopo aver raccolto un solo punto in tre partite. E la vigilia della vigilia più attesa, scandita dalla conferenza stampa pre-partita del tecnico di Montemarano: «Siamo in debito con i tifosi, ma sono convinto che ci sdebiteremo molto presto. A livello di gioco ci siamo. Ci manca soltanto un risultato importante, abbiamo tutto per far bene contro una squadra altrettanto organizzata e con individualità importanti come Rosina, che ho avuto a disposizione ai tempi del Torino e che non ha bisogno di presentazioni. Sarà importante l’approccio alla gara. È una partita di cartello, particolare, sentita da tutti. Noi abbiamo bisogno di punti per una maggiore serenità. Vincendo andremmo a Latina più tranquilli. Al di là dell’aggressività però voglio una squadra strutturata e compatta.»

L'ultima volta fu decisivo un lampo di Trotta, che sancì la sesta vittoria consecutiva dei lupi allenati, allora, da Attilio Tesser. Altro giro, altra corsa, altro Avellino. Il lupo adesso è decisamente più in difficoltà di un anno fa: è in piena lotta per non retrocedere; da tre partite va in vantaggio ma viene puntualmente raggiunto o rimontato. È tempo di crescere. «Dobbiamo imparare a gestire in maniera diversa determinate situazioni, soprattutto a livello mentale. L'augurio è di dimostrarci in crescita in tal senso già contro la Salernitana. Permettetemi di spendere qualche parola per Bollini: è un ragazzo molto preparato. Lo conosco molto bene perché guidava la Primavera della Sampdoria quando io facevo altrettanto con la prima squadra blucerchiata. Fece un gran lavoro.»

Capitolo formazione: Lasik e Mokulu dovrebbero essere le novità dal primo minuto rispetto all'ultimo undici iniziale. Ardemagni potrebbe sedere in panchina. Novellino lo stimola così: «Chi è piatto con me non può giocare. Matteo deve capire che è importante per la squadra e che le sostituzioni gli devono servire da sprone. Personalmente quando venivo sostituito, anche se capitava poche volte – sorride -, la domenica successiva offrivo una grande prestazione. Ardemagni quando si arrabbia può essere determinante così come possono esserlo Mokulu e Castaldo