L'Avellino a Vicenza per continuare a sognare

Scatta il conto alla rovescia per la sfida del "Menti". Rastelli può confermare il 4-3-1-2

Avellino.  

di Marco Festa

Si scrive Vicenza - Avellino, si legge "spareggio" per il terzo posto. E’ più che vigilia. E’ il momento dell’ultimo conto alla rovescia. Poco meno di ventiquattro ore e dalle parole si passa ai fatti. L'attesa per il big match è palpabile. Si respira nell'aria. Cresce di pari passo col diminuire delle ore che separano due tra le assolute protagoniste del campionato di Serie B dal calcio d'inizio dell'anticipo valevole per la trentacinquesima giornata, in programma domani, alle 20:30, allo stadio "Menti". Il Vicenza di Marino, reduce dal pari (1-1) al "Piola" contro la Pro Vercelli, in casa è un autentico rullo compressore: qui ha conquistato 30 dei suoi 53 punti in classifica e tramutato una stagione nata con il ripescaggio in Cadetteria e l'obiettivo di salvarsi, in una cavalcata trionfale con la Serie A costantemente nel mirino. L'Avellino, che contro il Modena, giovedì scorso, ha festeggiato il ritorno alla vittoria dopo tre battute d'arresto consecutive, non vince e non segna fuori casa dallo scorso 28 febbraio, quando Trotta stese, a sei minuti dal novantesimo, il Livorno. Ma "ogni gara è una storia a sé": lo ha opportunamente puntualizzato in conferenza stampa, questa mattina, capitan D'Angelo. E, soprattutto in Serie B, nulla è mai scontato.


E allora, a Vicenza, l'Avellino deve essere consapevole dell'importanza della posta in palio, ma, allo stesso tempo, rinfrancato dai tre punti conquistati nell'ultima giornata, giocare senza sentirsi obbligato a dover vincere ad ogni costo. Un blitz varrebbe il sorpasso ai danni dei biancorossi ed il balzo in solitaria, almeno per una notte, ad una lunghezza del Bologna secondo; della zona promozione diretta, ma guai a percepire l’incontro come un “dentro o fuori”. "E’ importante, ma non decisiva" si potrebbe sintetizzare citando ancora una volta D'Angelo, che ha, di fatto, evidenziato che la vera priorità dei lupi, a otto giornate dalla fine della stagione regolare, è continuare a muovere la classifica. Calma e sangue freddo sono d’obbligo per superare il duro banco di prova.


Stamane, al "Partenio-Lombardi", la squadra ha rifinito la preparazione prima della partenza alla volta del Veneto. Al termine dell'allenamento è stato diramato l'elenco dei convocati, in cui figura Vergara, tornato finalmente a disposizione dopo un lungo periodo di stop per l’intervento chirurgico al quinto metatarso del piede destro. Cinque, invece, gli assenti: Frattali, alle prese con la varicella; Mokulu, colpito da un attacco influenzale; Visconti, rientrato in gruppo dopo le terapie riabilitative per l'operazione alla spalla destra resasi inevitabile alla vigilia della partenza per La Spezia; Zito, squalificato; Filkor, fuori per scelta tecnica. Venti i calciatori a disposizione di Rastelli, che potrebbe confermare il 4-3-1-2, che ha, sostanzialmente, preso il posto del 3-5-2 come modulo di base dei biancoverdi nel corso del girone di ritorno. Il ballottaggio relativo all'assetto tattico resta molto equilibrato, non si può escludere anche una terza opzione a sorpresa (3-4-1-2 o 4-4-2), ma, anche in virtù delle caratteristiche dell'avversario, pronto a schierarsi col 4-3-3 "d'ordinanza", l’utilizzo di un trequartista pronto a disturbare, in fase di non possesso, Di Gennaro, regista dei veneti, resta più di una semplice alternativa.


Tra i pali è certo il rientro di Gomis, che torna titolare dopo aver funto da dodicesimo a Catania e tra le mura amiche col Modena. Davanti all'estremo difensore, linea a quattro composta da Pisacane, Ely, Chiosa e Bittante, che scalerebbe sull'out mancino di centrocampo, in caso di 3-5-2, con Almici o Regoli sulla corsia opposta. In mediana, con D'Angelo apparso non al top della forma contro i canarini, potrebbe toccare a Kone, D'Angelo e Schiavon, candidato numero uno per la sostituzione di Zito, fronteggiare l'intraprendenza di Moretti e contrastare l'azione di Cinelli. Dietro alle punte, Sbaffo, che potrebbe, però, anche invertire la posizione con lo stesso Schiavon, sempre nell'ottica di pressare e bloccare il "play" veneto in fase di costruzione del gioco, e vestire i panni della mezzala sinistra. Davanti, pochi dubbi: Castaldo, stimolato dalla sfida a distanza con Cocco, per primeggiare nella classifica capocannonieri, e Trotta, chiamato ad esaltarsi in una cornice di pubblico da brividi. Al "Menti", compresi i circa quattrocento tifosi in arrivo dall'Irpinia, saranno in totale dodicimila gli spettatori che assisteranno alla gara. E' in arrivo una notte per sognare. L’Avellino non vuole svegliarsi.