Avellino, ecco come rendere ininfluenti i torti arbitrali

C'è un solo modo per non farsi condizionare le gare per le scelte discutibili degli arbitri

Avellino.  

L'Avellino non ci sta. Il rigore non fischiato contro il Perugia in casa due settimane fa, i tre non accordati nell'ultima gara contro lo Spezia nell'ultimo turno, ha fatto saltare il banco. La società irpina ha deciso di alzare la voce ed è pronta a preparare un dossier da inviare alla Lega. Un iter che non serve a riavere i punti indietro, ci mancherebbe, le gare sono lì con i loro esiti del campo. Ma almeno serve a far capire che ci vuole attenzione nelle designazioni e in chi controlla le giacchette nere. Tutto lecito, in fondo è giusto esprimere almeno un malumore quando sia la la sensazione (in alcuni casi anche la certezza) di aver subito un torto e l'Avellino ne ha subiti nelle ultime settimane. Episodi chiari che fanno balzare sulla sedia, alzare la voce ma, anche, dimostrare che la classe arbitrale in questo momento non è così impeccabile. Errori di valutazione e spesso di posizione sono alla base di tali decisioni che, per carità, ci possono anche stare. Così come ci può stare che una società, che investe, perda la pazienza.

Il dato oggettivo, però, e da quello non si scappa, è che alla fine emerge l'esito del campo. Puntare tutto contro la direzione arbitrale potrebbe rappresentare un alibi pericoloso, un qualcosa che distoglie l'attenzione dal terreno di gioco e spesso mette in ombra errori o lacune in una squadra. E' ciò che l'Avellino non deve fare. C'è una società che proverà a tutelarsi in ogni sede e con ogni mezzo ed è giusto che sia così e c'è una squadra con un tecnico, che devono badare al campo e solo a quello. E' dal terreno di gioco che derivano i numeri, quelli che testimoniano se un lavoro viene fatto bene oppure no, se c'è qualcosa da migliorare oppure no.

E in questo momento i numeri non sono dalla parte dei lupi. Un solo punto nelle ultime tre sfide, il pari con la Pro Vercelli incastrato tra i ko col Perugia e lo Spezia. Due battute d'arresto condizionate, in un modo o nell'altro, dalle valutazioni arbitrali, non c'è dubbio (il rigore non concesso all'alba della gara con i grifoni avrebbe potuto cambiare la storia di quella gara). Però, rimanendo alla partita col Perugia, sarebbe riduttivo fermarsi a quello in una sfida in cui non sono andate tante cose nella squadra e nella gestione della partita.

Ecco, il punto è proprio questo. Trovare l'equilibrio tra la protesta per i torti subiti e il risultato di squadra, due aspetti che possono viaggiare di pari passo ma non devono condizionarsi l'un l'altro. L'Avellino deve andare ben oltre questo aspetto, scendere in campo con la fame di chi deve vincere per centrare un obiettivo, superare anche errori del genere che danno amarezza ma non devono rappresentare l'appiglio quando si presenta un periodo negativo dal punto di vista dei risultati. Serve la serenità necessaria per ripartire facendo tesoro delle cose buone e contro lo Spezia se ne sono viste tante. Serve mettere tutto sul rettangolo di gioco, provando a superare anche i propri limiti. Solo questo è il segreto per annullare anche i torti arbitrali.

Redazione