di Marco Festa
"Ho finalmente visto sorridere Gigi Castaldo." A prennunciare lo stato d'animo dell'attaccante dell'Avellino era stato il presidente Walter Taccone, di ritorno dagli spogliatoi, nel corso dell'intervento fiume post sentenza di primo grado relativa al processo sportivo di primo grado per le presunte combine di Modena - Avellino e Avellino - Reggina nel maggio 2014 (Avellino penalizzato di 3 in classifica, ndr).
Il numero dieci del lupo è stato infatti prosciolto da ogni accusa ed ha visto evaporare in un amen l'eventualità di essere squalificato per 6 mesi, così come aveva richiesto la Procura Federale. Castaldo ha affidato al suo profilo Instagram (così come aveva fatto quando il bubbone giudiziario era esploso) la trasmissione del suo umore, decisamente rinfrancato: "Nell'animo sono sempre stato tranquillo. Oggi finalmente è arrivata l’ufficialità: ringrazio tutte le persone che mi sono state vicino anche quelle che aspettavano un esito diverso. Lo dico a gran voce: assolto. Mercenario, venduto, ecc… Queste parole mi danno la forza per lottare. La maglia che indosso, o meglio tutte quelle che ho indossato, le ho indossate con onore: chiamatemi scarso, vecchio, o ditemi che devo andare in pensione. Perché solo quello potete dirmi. Io sono scarso come calciatore, ma fortissimo come uomo. Forza Castaldo e forza lupi."
Tra i vari commenti in risposta al post di Castaldo spicca quello dell'ex compagno di squadra Antonio Zito, ora alla Salernitana: "Fratellone sei sempre stato uomo e forte. Ti voglio bene."
