di Marco Festa
Entro stasera l’Avellino dovrebbe conoscere il suo futuro societario. Il condizionale resta d’obbligo, necessario in una trattativa alla stregua di una telenovela che potrebbe riservare nuovi slittamenti, ma in ogni caso non più tardi di domani il lupo imboccherà una delle due direzioni del bivio dinanzi a cui si trova. Tutto ruota intorno alla più basilare legge del mercato: domanda e offerta. L’imprenditore Angelo D’Agostino è intenzionato a diventare il nuovo proprietario acquisendo tra il 51 e il 60 per cento delle quote del pacchetto azionario ma la prima offerta avanzata, lo scorso venerdì, all’amministratore unico, e azionista di maggioranza, Walter Taccone, non è stata ritenuta congrua.
Da allora si sono succeduti i contatti e sono proseguite le contrattazioni delineando uno scenario piuttosto chiaro: se la forbice tra domanda e offerta, per l’appunto, dovesse essere ridotta allora il deputato di Scelta Civica sarà il nuovo proprietario dell’U.S. con Taccone e Gubitosa soci di minoranza a contendersi la poltrona presidenziale e l’ex responsabile del marketing dei biancoverdi, Roberto Di Gennaro, ora uomo di fiducia dello stesso D’Agostino, nelle vesti di amministratore delegato o unico. Resterebbe, in tal caso, anche da definire la posizione del direttore generale Massimiliano Taccone, che è in una pausa di riflessione che potrebbe concludersi con un addio.
In caso di “fumata nera”, invece, Gubitosa, che caldeggia da tempo la candidatura per una presenza effettiva nella compagine societaria di D’Agostino, cederà il proprio 20 per cento. Walter Taccone dovrebbe allora proseguire in solitaria per un breve lasso di tempo per poi aprire le porte a un socio non irpino. Trapela in ogni caso un moderato ottimismo per la composizione della triade irpina, pronto a ripartire da Walter Alfredo Novellino, che le contempo è riuscito a imporre la propria volontà di svolgere il ritiro in Umbria: i lupi suderanno, a partire dal 15 luglio, a Cascia che divideranno, parzialmente, con la Sambenedettese.
