di Marco Festa
Il modulo di gioco. “Solo numeri”, sbottano sovente gli allenatori quando gliene si parla, ma in realtà gli assetti tattici preferiti a monte sono l'origine di tutto, soprattutto in sede di calciomercato laddove le scelte vengono orientate proprio in base ai modi in cui si intende predisporre il proverbiale “scacchiere”. L'Avellino dello scorso anno nacque esattamente con questo equivoco di fondo: quello del modulo. Toscano improntò il suo lupo sul 3-4-3, previo poi rimescolare frettolosamente le carte a mercato pressoché concluso, poco convinto dagli equilibri che gli interpreti arrivati avrebbero potuto garantirgli: l'alternativa il 3-5-2, su cui ripiegò prima di cambiare ancora, passando alla difesa a 4. Confusione generale, preludio al finale che tutti conoscono. Imparare dagli errori del passato per migliorarsi: l'Avellino è ripartito da questo concetto. Novellino ha dato linee guida chiare: 4-4-2 più lo stesso 3-5-2 come “piano B”.
Ecco il motivo per cui le prime operazioni in entrata, per le fasce, sono state orientate in direzione di giocatori versatili, ovvero in grado sia di fungere da terzini che da quinti di centrocampo: a sinistra, ufficializzato Rizzato, è conto alla rovescia per formalizzare l'intesa per il prestito dalla Roma di Falasco, nell'ultima stagione in prestito al Cesena; a destra, riscattato Laverone dalla Salernitana, fari puntati su Cancellotti della Juve Stabia, anche se c'è da colmare una ancora considerevole differenza tra domanda e offerta. Idee chiare e “frecce” sulle corsie laterali: il nuovo Avellino sta nascendo così e, in attesa di abbracciare pure il centrocampista Di Tacchio, in uscita dal Pisa, che firmerà un biennale con opzione per la terza stagione non appena verrà ceduto Paghera (Pro Vercelli in pole position), si prepara ad accogliere a braccia aperte il difensore centrale Marchizza, anch'esso è di proprietà della Roma: il diciannovenne, nel giro della Nazionale Under 20, sarebbe orientato a rimandare l'appuntamento con la Serie A per trovare continuità di impiego, in B, all'ombra del Partenio.
