Avellino, tre parole chiave: esperienza, fisicità e italiani

Calciomercato: le ultime su Marchizza e le trattative dei lupi, che seguono precise linee guida...

Avellino.  

 

di Marco Festa

Giovedì è il giorno “x”. Quello a lungo atteso dalla fine del campionato dei tifosi dell'Avellino, rimasti alla finestra ad aspettare lumi sul futuro societario. Alle spalle giorni concitati, con l'interessamento per un ingresso nella compagine dirigenziale, non concretizzato, da parte dell'imprenditore Angelo D'Agostino; le trattative con le cordate intenzionate ad entrare nel club, come pubblicamente dichiarato dal presidente Walter Taccone, mai del tutto decollate. Oggi è invece stato il martedì di un importante annuncio, quello della conferenza stampa in programma giovedì (ore 11, “Partenio-Lombardi”) che farà scorrere i titolo di coda su un film pre-campionato pieno zeppo di incertezze: salvo colpi di scena nell'occasione verrà comunicata l'intesa per effetto della quale il Gruppo Sidigas, già proprietario della S.S. Felice Scandone, diventerà sponsor principale dell'U.S. Avellino muovendo pure un passo, chissà quanto consapevole, verso il sogno, mai del tutto accantonato, di creare una polisportiva: tutte le eccellenze sportive irpine unite sotto un'unica supervisione. Al progetto, in fondo, si era già pensato ai tempi della Pallavolo Atripalda (marchiata, per l'appunto, Sidigas). Ma per ambiziose estensioni dei piani c'è tutto il tempo. La stretta attualità riconduce piuttosto al considerevole sostegno che l'ingegnere Gianandrea De Cesare si appresterebbe (ultimi condizionali d'obbligo) a garantire al lupo del pallone, che, non per caso, nelle ultime ore si è scatenato in sede di calciomercato.

Caldissima la linea Genoa – Avellino. I liguri, dopo aver accolto con profitto tra le proprie fila, negli anni scorsi, i difensori Armando Izzo e Davide Biraschi, ci riprovano con un centrocampista: Stephane Omeonga ('96), scoperto nel 2016 fa tra le fila dell'Anderlecht, preso a parametro zero e destinato a regalare l'ennesima ricca plusvalenza ai biancoverdi; alla spesso bersagliata proprietà che in ogni caso, dal ritorno in Serie B, ha scovato e lanciato talenti in Serie A senza soluzione di continuità. Dato di fatto. Superfluo ripetere l'elenco dei prima perfetti sconosciuti proiettati addirittura fino alla Nazionale. E allora, tornando ad Omeonga, è fatta: il grifone prenderà il belga, ma dovrebbe lasciarlo parcheggiato in Irpinia dove si appresta a spedire (gli affari sono slegati), come anticipato da Ottopagine.it, la promettente punta spagnola di origini brasiliane Raúl José Asencio Moraes ('98) e il portiere Samir Ujkani ('88), quest'ultimo fortemente richiesto dal tecnico Walter Alfredo Novellino.

Domani è intanto il giorno del “nero su bianco” di due terzini classe '93: Nicola Falasco, cursore di fascia mancina, in arrivo dalla Roma, e Simone Pecorini, laterale di destra, dalla Virtus Entella. Entrambi le operazioni sono a titolo definitivo.

E non è finita qui. Sì, perché i buoni uffici con il procuratore Michelangelo Minieri dovrebbero regalare altri due innesti: il primo è quello del portiere Luca Lezzerini ('95), in uscita dalla Fiorentina, già a titolo temporaneo all'ombra del Partenio per 6 mesi a partire dal gennaio scorso. Per lui è pronto un triennale; il secondo, particolarmente atteso, è quello di Riccardo Marchizza ('98), difensore centrale medaglia di bronzo con l'Italia Under 20 ai recenti mondiali di Corea del Sud e gioiello della già citata Roma. Sulle sue tracce Sampdoria, Sassuolo, Chievo Verona e, non per ultimo, il neo-promosso Benevento, che ha sondato il terreno. Il ragazzo avrebbe però manifestato la volontà di farsi le ossa in Cadetteria ripagando in qualche modo la serie di attesati di stima ricevuti non ora, ma dalla scorsa estate, da parte della dirigenza irpina. Giovedì è il giorno decisivo. La concorrenza è spietata, ma l'ottimismo per un felice esito trapela in maniera ferma e incessante.

Si procede, così, con operazioni di mercato che seguono una linea guida ben delineata; che dimostra che degli errori si è fatto tesoro. Esperienza, fisicità e numero ridotto di stranieri in gruppo – per bypassare problemi di comprensione ed adattamento – sono le chiavi del nuovo corso. Le 87 presenze in Serie B di gente come Simone Pecorini torneranno utili in tal senso come i centimetri e i muscoli, in mezzo al campo, di Francesco Di Tacchio ('90): anche per lui è solo questione di tempo; anche lui farà parte di un Avellino pronto a sprintare a tutto gas con forze fresche. Dentro e fuori dal campo. Con le idee chiare come non mai. C'è quiete dopo ogni tempesta.