di Marco Festa - Inviato a Cascia (PG)
L’Avellino lo voleva da tempo ed è stato vicino ad assicurarsene le prestazioni sportive già lo scorso gennaio: un matrimonio rimandato solo di qualche mese per la volontà del Pisa di trattenerlo in Toscana. Francesco Di Tacchio è ora, finalmente, un calciatore biancoverde e non vede l’ora di dimostrare il suo valore ripagando la fiducia della società, che lo ha blindato con un quadriennale. Questo pomeriggio, a Cascia, le sue prime parole da centrocampista del lupo, che lo ha scelto per innalzare il tasso di fisicità e qualità della mediana: “Ho sempre giocato davanti alla difesa, sono un principalmente un interditore." – ha esordito in conferenza stampa – "Alla quantità cerco di abbinare la qualità e di rendermi pericoloso con il mio tiro da fuori. Posso giocare anche in un centrocampo a due, al fianco di Moretti, ma non solo. In rosa ci sono ragazzi come Paghera e Omeonga, che mi hanno detto arriverà qui in ritiro ad ore, con cui sarà certamente facile intenderci e dialogare in campo.”
Da Gattuso a Novelllino. Il carisma come filo conduttore tra i tecnici che per Di Taccchio rappresentano il passato, il presente e il futuro: “Il mister è un perfezionista, pretendo tanto e richiede che i movimenti vengano eseguiti nel modo giusto. Anche per suo merito ho trovato uno spogliatoio unito quindi non è stato difficile inserirsi.”
Diplomatico e prudente nell’individuazione degli obiettivi stagionali: “Non dobbiamo porci obiettivi, solo pensare a lavorare duramente. Tireremo le somme alla fine.”
