Clamoroso Avellino: veto di Novellino, salta Giacomelli

L'esterno del Vicenza fermato in aeroporto: tutti i dettagli della rocambolesca "fumata nera"

Avellino.  

 

di Marco Festa

Stefano Giacomelli era in aeroporto, destinazione Napoli Capodichino, quando il suo telefono è squillato per la più inattesa delle chiamate. Dietrofront: niente più partenza alla volta di Avellino. Ecco il colpo di scena finale della trattativa già definita in ogni singolo dettaglio. Nel primo pomeriggio di oggi vi avevamo annunciato che l’Avellino aveva preso il calciatore di proprietà del Vicenza. E ve lo confermiamo, ribadendolo senza paura di smentita. Trasferimento a titolo definitivo, contratto biennale con opzione per la terza stagione: ecco pure i dettagli di un’intesa, ormai sancita, che attendeva solo di essere sancita con il fatidico quanto formale “nero su bianco”. Da consumare in serata. Nel capoluogo irpino. Domani si sarebbero dovuti ammirare i primi tocchi di palla di Giacomelli sul manto in erba sintetica del “Partenio-Lombardi”: non ci saranno.

Con buona pace della dirigenza dello stesso Vicenza, che, con stupore, dopo aver visto il ragazzo salutare i suoi compagni di squadra e raccogliere i suoi effetti personali nello spogliatoio, lo ha visto tornare indietro, preso atto della più che mai inattesa evoluzione dell'operazione. Che non si è concretizzata in maniera francamente clamorosa. Una ed una sola la motivazione alla base dell’improvviso stop: il veto di Walter Alfredo Novellino. Il tecnico di Montemarano non discute affatto il valore, conclamato, del calciatore, ma, semplicemente, non lo ritiene funzionale al suo progetto tecnico-tattico: non pratica il 4-3-3, ma il 4-4-2; non vuole un esterno d’attacco, largo a sinistra, dove ha già Bidaoui e Camarà, ma un calciatore in grado di fungere da raccordo tra centrocampo e attacco e di fare, all’occorrenza, il cursore di fascia destra, il trequartista o la seconda punta: gente, per intenderci, come Mustacchio, Falco o Cissè. E dunque: fermi tutti. Giacomelli, almeno per il momento, ma salvo colpi di scena in via permanente, resta dov’è.

Preso atto della difficoltà, prossima all’impossibilità, di arrivare a Morosini o arriva un tassello che s’incastra alla perfezione nel mosaico del mister del lupo o lo stesso preferisce andare avanti con gli uomini attualmente a disposizione. Dunque, tutti spiazzati: dai tifosi, agli addetti ai lavori, fino alla società e allo stesso allenatore, con interrogativi inevitabili sulla comunicazione interna per un colpo rimasto in canna per nessun altro tipo di fattore. Dall’accelerazione al freno a mano; il calciomercato dell’Avellino come la tela di Penelope: fatta e disfatta con le proprie mani.