Avellino - Giacomelli: giù il sipario con una nota del Vicenza

Il club veneto costretto a correre ai ripari per far fronte all'inatteso dietrofont degli irpini

Avellino.  

 

di Marco Festa

Ecco l'ultimo capitolo di una trattativa lampo, quella che avrebbe dovuto portare Stefano Giacomelli all'Avellino, che si è clamorosamente arenata innescando un imbarazzo collettivo certificato dal comunicato stampa emesso, nel pomeriggio, dal Vicenza Calcio. Il club veneto, che non più tardi di ieri aveva annunciato l'improvviso stop dopo aver raggiunto un'intesa totale per la cessione del suo esterno d'attacco alla società irpina, spiegando pure che, seppur con dispiacere per la fine della sua lunga avventura in biancorosso, Giacomelli fosse pronto a vestire il biancoverde (tanto da attendere solo il via libera da parte dell'Avellino stesso, frenato però, come ormai noto, dal veto di Novellino), ha infatti diffuso una nota per scrivere la parola fine sulla vicenda.

Il Vicenza ha dunque reso noto che c'è stato un incontro tra il calciatore e il direttore sportivo Moreno Zocchi; incontro nel corso del quale l'attaccante ha reso noto di aver ricevuto offerte pervenute da squadre di categoria superiore e di aver scelto - colpo di scena - “tuttavia di non accettare.” Non c'è controprova, ma la conoscenza dei retroscena suggerisce che siano più che altri dichiarazioni di rito, per certi versi giustificabili seppur col rischio di continuare a muoversi e sprofondare nelle sabbie mobili in cui ci si è collettivamente impantanati. Insomma: è il gioco delle parti. Ed è comprensibile che il Vicenza cerchi una scappatoia per far fronte alla nuova realtà - ovvero che Giacomelli deve restare - senza pagare dazio in termini di contraccolpi umorali del proprio ambiente. Una tesi che è avvalorata anche dalle dichiarazioni, palesemente ben ponderate, diffuse al termine del comunicato: “Mi sento fortemente legato a questa maglia, a questa società, a questa città e ai suoi tifosi – ha dichiarato Giacomelli -. Ho scelto di restare a Vicenza e di sposare questo nuovo progetto sportivo di cui voglio essere parte integrante. L’Avellino? Cose passate, sono concentrato solo a fare bene con questa maglia.” Giù il sipario su ventiquattro ore a tratti surreali, che hanno lasciato in eredità null'altro che scomode e inattese evoluzioni a cui far fronte da entrambe le parti.