Avellino, perché farti male da solo?

Ambiente biancoverde avvelenato dopo il "caso Giacomelli". Un'emorragia di tensione da fermare...

Avellino.  

 

di Marco Festa

L'Avellino s'incammina verso la sfida con l'Hellas Verona, in programma domenica, alle 20:30, allo stadio “Bentegodi”; valevole per il terzo turno di Coppa Italia, al tramonto di una settimana a dir poco turbolenta: difficile da preventivare dopo il successo sul Matera, che sembrava essere il preludio all’inizio di un’annata agonistica all'insegna della fiducia e dell'ottimismo. Ma tant'è. Il "caso Giacomelli" ha palesemene avvelenato l'ambiente biancoverde: il “no” per scelta tecnica di Novellino all'ingaggio dell'esterno d'attacco del Vicenza, che stava raggiungendo l'Irpinia per firmare il biennale con opzione per la terza stagione, propostogli dalla dirigenza avellinese, è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo in maniera francamente inattesa. Vanificato in un amen pure l'entusiasmo della tifoseria per il rinnovo sino al 30 giugno 2020 del bomber Ardemagni - che in Veneto tornerà in campo dal primo minuto - e via ad una pericolosa divisione tra “pro” e “contro” società e “pro” e “contro” allenatore. Quest'ultimo, che oggi dirigerà una seduta di allenamento a porte chiuse, al “Partenio-Lombardi”, per rodare il suo 4-1-4-1 pronto ad evolvere il un 4-2-3-1 in fase di possesso, avrà modo di chiarire i propri pensieri nel corso della conferenza stampa pre-gara mentre sui social si moltiplicano inviti a fare altrettanto da parte del club. Polveriera biancoverde. Ed ecco un clima di tensione che, di certo, a prescindere da torti e ragioni, è evidente non giovi davvero a nessuno. In primis all'Avellino. Nervi tesi collettivi che, ancor prima di una delucidazione pubblica, richiederebbero, sempre che non si sia già consumato, un confronto interno sulla risincronizzazione delle scelte, delle strategie e del modus operandi. Per sottrarsi a ogni tipo di strumentalizzazione e dare modo, a tutti, di concentrarsi solo sul campo. Anche perché gli impegni ufficiali non aspettano e sono già alle porte in rapida successione: c’è da completare la rosa, ma, innanzitutto, l'Avellino ha bisogno di ristabilire una serenità che sembra già smarrita. Clamorosamente ed in maniera molto prossima all'autolesionismo.