di Marco Festa - Inviato a Verona
Avellino (4-4-1-1)
Radu 5: Tutt’altro che impeccabile sul primo gol di Verde, quando si fa sorprendere sul primo palo da una conclusione non irresistibile. Non trasmette la sensazione di essere padrone dell’area di rigore, ma è pur vero che è giovane e ha bisogno di tempo.
Laverone 6: Bene in fase di spinta, costante. Mette in mezzo un gran numero di palloni. Da rivedere in fase di copertura, con Verde che trova spesso troppi metri per liberare le proprie corse.
Suagher 6.5: Molto bene su Pazzini, limitato con intelligenza e fisicità.
Migliorini 6: Al 21’ s’immola su una conclusione a colpo sicuro di Valoti. Soffre, inevitabilmente, quando viene preso d’infilata dalle ripartenze del Verona.
Rizzato 6: Quando arriva al cross mette sempre in apprensione la retroguardia avversaria. Sulla sua fascia Cerci non riesce praticamente mai a sfondare.
Molina 6: Parte contratto, anche perché la metà campo dove l’Avellino attacca nel primo tempo di certo non favorisce le sue sgroppate palla al piede, ma, proprio al tramonto del primo tempo, sfiora il gol per ridurre le distanze con un gran destro che chiama Nicolas al riflesso felino. (32' st Falasco sv: Sedici minuti, recupero compreso. Troppo poco per giudicarlo, ma si dimostra in ogni caso propositivo in maniera apprezzabile.)
Moretti 5: Da una sua palla persa nasce il gol del raddoppio del Verona. Alterna buone trame di gioco a conclusioni velleitarie e ritmi blandi. Può essere l’ago della bilancia, della mediana e non solo, nel bene e nel male. (1' st Ardemagni 6.5: Entra col piglio giusto, tra sponde e conclusioni velenose. Grazie al suo lavoro di difesa del pallone e ricerca della profondità l’Avellino guadagna metri e presenza nell’area di rigore scaligera.).
Di Tacchio 6: Metronomo del centrocampo. Gioca semplice e sbaglia pochi passaggi. Quando può ci prova dalla distanza, alle volte però esagera.
Bidaoui 6.5: Romulo lo vede andare via con facilità estrema e disarmante. Al 6’ spara addosso a Nicolas a due passi dalla linea di porta dopo aver seminato avversari e panico. Novellino lo torchia senza soluzione di continuità, in allenamento, per farlo diventare più cinico e cattivo sotto porta: se riuscirà nel suo intento allora sì, Bidaoui diventerà la vera arma in più dell’Avellino. (23' st Asencio 6: Scocca l'ora dell'esordio in maglia biancoverde. Ha una voglia matta e buoni mezzi tecnici. E si vede. Deve crescere. E si vede altrettanto. Buoni spunti e ritardo nel liberarsi del pallone. Sfiora il gol del pari quando Nicolas s’incarta. Caceres gli nega la gioia della rete salvando sulla linea di porta.)
D'Angelo 5.5: Come “sottopunta”, per dirla alla Novellino, stavolta è meno incisivo e pericoloso del solito. In fase di interdizione è condizionato dall’ammonizione in avvio.
Castaldo 7: Cinquantasettesimo gol (con palla rubata ad un certo Caceres) con la maglia dell’U.S. Avellino, di cui diventa il marcatore più prolifico di sempre scalzando Raffaele Biancolino. Nicolas gli nega il sigillo numero 58 con un miracolo su colpo di testa ravvicinato. Sta tornando il Castaldo dei vecchi tempi.
Novellino 6.5: L’Avellino esce ma fa un figurone. L’organizzazione di gioco è evidente, merito anche di consegne chiare e precise per tutti. Il lupo, nelle sue mani, è sempre più camaleontico; in grado di mutare forma a gara in corso senza colpo ferire.
Hellas Verona (4-3-3): Nicolas 6.5; Romulo 5.5, Caceres 5.5, Ferrari 6, Souprayen 6; Bessa 6.5, Buchel 5.5, Valoti 5.5 (20' st Zaccagni 6); Verde 7.5, Pazzini 5.5 (32' st B. Zuculini 6.5), Cerci 6 (17' st Fares 6). All.: Pecchia 6.
