di Marco Festa
Diciannove anni. Il carisma di un veterano. Perché quando un calciatore è un predestinato lo si capisce pure dal modo di parlare. Riccardo Marchizza si è presentato col piglio di chi sa il fatto suo, di chi sa quello che vuole, davanti ai microfoni e ai taccuini per la prima conferenza stampa da calciatore dell'Avellino. L'arrivo al Partenio-Lombardi alle 15:30 in punto, poi la firma del contratto con cui è stato sancito il suo trasferimento in Irpinia, dal Sassuolo, con la formula del prestito secco, ed infine la prima seduta di allenamento sull'erba sintetica del suo nuovo stadio amico. Subito dopo, sotto gli occhi attenti di papà Giancarlo e della fidanzata Giorgia, emozionati decisamente più di lui, le prime parole da lupo.
Quel lupo che ha scelto, ieri sera, su Instagram, per auto-annunciarsi: “Già tre anni fa ho avuto i primi contatti con il direttore sportivo dell'Avellino. Questa estate subito dopo il campionato avevo già l’accordo con l’Avellino. Poi sono passato al Sassuolo che ha voluto valutarmi. Ma la mia volontà è stata solo e sempre venire qui: era quello che volevo. Mi sono sentito spesso con Novellino, ci scrivevamo in realtà ogni giorno. Per me è un onore lavorare con lui, che è uno degli allenatori che hanno fatto la storia del calcio italiano. Mi insegnerà tanto e mi ha rassicurato sul fatto che anche se non ho vissuto il ritiro con gli altri compagni potrò far bene. Tutti mi hanno detto che questa è una piazza calda ed importante, può mettere pressione ma si tratta di una pressione che dà stimoli. Potrò crescere sotto il profilo professionale ed umano. Tovalieri? Mi ha allenato per due anni quando ero piccolissimo. Anche lui mi ha caldamente suggerito di fare questa esperienza ad Avellino."
Talento cristallino ed un piede mancino che lo rende prezioso nell'economia della opzioni per la linea a quattro difensiva: “Questa caratteristica a volte avvantaggia. Ma sono l’ultimo arrivato ed entro in punta di piedi in questo gruppo, che però mi ha accolto bene e mi ha messo da subito a mio agio. Il mio riferimento? Barzagli: tanti anni ad altissimi livelli ed anche la Nazionale. Ci vorrà tempo però per emularlo in maniera compiuta. Gli obiettivi della stagione? È prematuro parlarne, ma per una piazza così importante è giusto vivere gara dopo gara e provare a fare il massimo. È vero, come tutti sapete alla Roma calciavo i rigori, ma ritorno al concetto che rispetto le gerarchie pregresse anche in questo senso. I tifosi mi hanno mandato tanti messaggi, ho visto le foto della curva, questa è una tifoseria tra le più importanti della Serie B, non vedo l’ora di vederla dal vivo. Già da sabato contro il Brescia.” Marchizza ha scelto la maglia numero 3, indossata nella scorsa stagione da Marco Perrotta.
