Avellino, tutta la verità sull'intrigo Cabezas: le ultimissime

I dettagli della complessa situazione relativa all'ecuadoriano, rientrato a Bergamo per allenarsi

Avellino.  

 

di Marco Festa

“Bryan ringrazia l’Atalanta e l’Avellino per questa eventuale opportunità”. Eventuale. In una parola, pronunciata questa mattina in conferenza stampa da Simone Tanganelli, procuratore di Bryan Cabezas, l’esterno offensivo ecuadoriano presentato oggi dall’Avellino, c’è l’estrema sintesi di una situazione a dir poco intricata e per certi versi paradossale. Sì, perché si fa fatica a ricordare una presentazione “ufficiosa”. E la realtà dei fatti è che senza firma sul contratto il talento ex Independiente del Valle, di proprietà dell’Atalanta, non è un calciatore dell’Avellino: dunque, libero di accordarsi con altre squadre. Di certo l’intrigo non è stato censurato, dato che il presidente Walter Taccone aveva posto in essere una premessa doverosa e inevitabilmente angosciante: “Cabezas non ha ottenuto ancora il permesso di soggiorno e quindi non ha ancora firmato, ma è stato così gentile a venire da noi per fugare ogni dubbio circa la sua volontà di far parte della squadra. I tempi? Inutile sbilanciarsi può essere questione di giorni o settimane.” Insomma, si era subito capito che la matassa da sbrogliare sarebbe stata particolarmente complessa. E infatti lo è.

Al termine di una giornata di lavoro per capire come venirne a capo ci sono novità e la situazione è più chiara, seppur nella sua oggettiva complessità. In primis il calciatore è tornato a Bergamo a poco più di 24 ore dal suo arrivo: nessuna fuga, nessun ripensamento. Solo la volontà, da professionista serio, di allenarsi: ad Avellino in mancanza del “nero su bianco” non avrebbe potuto farlo.

E allora, cosa manca al sì formale? Il permesso di soggiorno, come ha spiegato lo stesso Taccone. Ma non solo di Cabezas, che andrebbe a ottenerlo nel giro di pochi giorni dopo aver salutato la Grecia. In un altro passaggio della conferenza Tanganelli svela la gravidanza della consorte di Cabezas, che ha un ruolo centrale in questa vicenda: è infatti il suo di permesso di soggiorno ad essere fondamentale per l’happy ending; per raggiungere il compagno e dare alla luce il primogenita con il sostegno del suo futuro papà. Che però, intanto, ha un’offerta dell’Independiente di Avellaneda sul tavolo (prestito oneroso per diciotto mesi). Gli argentini farebbero carte false per averlo, lui sarebbe così molto più vicino a casa.

Entra inoltre in gioco una legittima valutazione della compagna di Cabezas circa il se lasciare effettivamente l’Ecuador per raggiungere l’Italia ed affrontare i primi mesi di vita del bambino a tanti kilometri lontano da casa o, viceversa, soprattutto in assenza di permesso di soggiorno, di crescerlo con il suo compagno obbligato a lunghi viaggi per garantire la propria vicinanza.

Nel mezzo c’è la volontà dello stesso Tanganelli di onorare la parola data all’Avellino e dell’Atalanta di girare il ragazzo all’Avellino (altrimenti non sarebbe nemmeno arrivato in Irpinia, ndr); di valutarlo nel campionato italiano. Insomma: un vero rompicapo. Tra tanti dubbi una certezza: entro lunedì la situazione verrà risolta. Nel bene o nel male per l’Avellino, che con la presenza di Cabezas ha voluto testimoniare di aver fatto tutto il possibile per averlo e – per rimanere in tema di paradossalità – di essere trasparente il più possibile in merito all’operazione. Che mal di Cabezas! Verrebbe da dire, per sdrammatizzare.

Clicca qui per rivedere la conferenza stampa integrale tenutasi questa mattina al "Partenio-Lombardi" (video tratto dalla pagina facebook di Otto Channel).