Soffre, va sotto, rimonta e balza al settimo posto: l'Avellino torna alla vittoria, dopo quattro giornate, battendo il Pescara, agganciato e superato in classifica, a quota 57 punti, in virtù degli scontri diretti (all'andata era finita 0-0, ndr). Il ritorno in zona play off è firmato da Castaldo, Zito e Kone, che ribaltano il gol del momentaneo vantaggio dei biancoazzurri, firmato da Pettinari, autore anche del gol, nel finale, che fissa il risultato sul 3-2 finale.
Gli schieramenti iniziali. La sfida nella sfida, che risponde alla voce di pretattica, riserva sorprese. Rastelli conferma il 3-5-2 lanciando Almici come mezzala destra. Baroni rinuncia al 4-4-2 ed opta per il 4-3-1-2. Molteplici le novità tra gli interpreti, su entrambi i fronti, rispetto a quanto ipotizzato alla vigilia: Ely, Schiavon e Zito si accomodano in panchina; davanti a Frattali, linea a tre difensiva composta da Pisacane, Fabbro e Chiosa; Bittante e Visconti agiscono sulle corsie laterali, rispettivamente a destra e sinistra, ai lati di Arini, Kone e del già citato Almici, che fungono da interni; in attacco Trotta e Castaldo. Il "dieci" è al rientro dopo un turno di squalifica. Nel Pescara c'è Aresti e non Fiorillo in porta; Fornasier e non Zuparic al centro della difesa; Brugman e Selasi, dati in ballottaggio, contemporaneamente in campo nel cuore del settore nevralgico; Politano parte dalla panchina e Bjarnason gioca dietro le punte, che sono Melchiorri e Pettinari, quest'ultimo preferito a Caprari.
Il primo tempo. Il primo tempo è la cartina di tornasole della lunga crisi dell'Avellino. Sarà una questione fisica, sarà un blocco psicologico, una sola cosa è certa: in campo c'è la controfigura della squadra che si è resa protagonista nel girone di andata e nella parte iniziale di quello di ritorno.
E al 12' il Pescara è già in vantaggio: Fabbro esce male, Pettinari si infila come una lama nel burro per vie centrali, servito da Brugman, si libera di Chiosa, che tenta invano di chiudere la prateria spalancatasi davanti all'attaccante, e incrocia il destro che bacia il palo alla destra di Frattali prima di varcare la linea di porta. Tre giri di lancette e soltanto un riflesso felino dello stesso Frattali, che manda a schiantarsi sulla traversa la palla calciata da Melchiorri, appena dentro l'area di rigore dopo essere andato via in velocità con una facilità disarmante a Fabbro, in evidente difficoltà, evita che la gara si chiuda allo scoccare del quarto d'ora di gioco. Fischi dagli spalti per scuotere la squadra, mentre Fabbro si fa ammonire per proteste, poi rischia il giallo con un intervento sul pallone, ma duro, suggerendo a Rastelli di cambiarlo per evitare di dover gestire una prematura inferiorità numerica.
Al 26' dentro Zito, si passa al 4-3-1-2 con l'ex Ternana a ridosso delle punte. Pisacane scala al centro della difesa e Bittante agisce da terzino sinistro. Ma l'Avellino continua ad essere preso d'infilata. Al 27' Pisacane è costretto ad abbattere lo sgusciante Melchiorri: era diffidato, salterà Bologna - Avellino, in programma sabato. Il monologo abruzzese prosegue al 28': Brugman, direttamente su calcio di punizione, costringe Frattali a superarsi nuovamente, alzando oltre la traversa. E l'Avellino? È lento, prevedibile, imballato, sbaglia passaggi in quantità industriale e calcia per la prima volta in porta al minuto 48' con Trotta che vede deviarsi in angolo il destro scoccato dopo una percussione centrale. Due minuti prima Frattali aveva deviato in angolo un destro sul primo palo di Bjarnason. Si va al riposo sullo 0-1. Con una grande dimostrazione di maturità del pubblico biancoverde, che non si accanisce contro la squadra e la sprona durante l'ingresso negli spogliatoi.
Il secondo tempo. La ripresa si apre con un doppio cambio: Sbaffo rileva Bittante; Zito è ora la mezzala sinistra mentre Almici retrocede sulla linea difensiva. Nel Pescara dentro Politano per Selasi: Bjarnason gli lascia il posto a supporto di Melchiorri e Pettinari e passa in mediana. Ed è proprio di Politano la prima azione degna di nota della ripesa: il suo colpo di testa da distanza ravvicinata su cross di Pettinari (56') è respinto dal sempre attento Frattali, che evita il peggio anche al 60' uscendo tempestivamente sul sette ospite, incontenibile. Si ha la sensazione che solo un episodio possa rimettere in piedi la partita.
E arriva al 62': Zito mette in mezzo, galeotto braccio di Salamon, Minelli aspetta qualche secondo e poi indica il dischetto su segnalazione dell'assistente Paiusco. Dagli undici metri si presenta Castaldo: palla a destra, Aresti a sinistra. Il lungo digiuno è interrotto con il gol numero sedici in campionato: non segnava dalla settima giornata di ritorno. Al 18' è 1-1. Rincuorato dal pari, l'Avellino cerca di aumentare la pressione offensiva affidandosi all'intraprendenza di Zito che non ha paura di prendersi pallone e responsabilità. Al 27' Rastelli esaurisce i cambi: fuori Trotta, spazio a Comi. Il tempo di riprendere il gioco e Kone scende sulla fascia e mette dentro per Castaldo, che schiaccia il pallone con un destro al volo che termina di poco alto. Sono le prove generali per il gol del vantaggio, che si materializza, come una librazione, al 76'.
Castaldo danza sul pallone e mette dentro per Comi, Aresti tenta di anticiparlo, la palla s'impenna, la porta è vuota: arriva a rimorchio come un treno Zito, che piazza il colpo di testa chirurgico che rende vano il tentativo di salvataggio in rovesciata dell'estremo difensore ospite. 2-1. Al 36' scintille ra Castaldo e Memushaj: salta in piedi la panchina dell'Avellino, ma Minelli non sanziona nessuno. Intanto Baroni getta nella mischia Caprari che rileva Brugman e tenta il tutto per tutto.
Ma l'Avellino la chiude con Kone, che spazza via una prestazione sottotono con un destro dal limite dell'area non irresistibile ma sufficiente per spiazzare Aresti. Il gol dell'ex, al minuto 84, fissa il risultato sul temporaneo 3-1. Il "Partenio-Lombardi" è una polveriera. Unico neo: la maglia tolta nell'esultanza, che gli costa giallo e stop per il prossimo turno. Il Pescara accorcia le distanze al 93' con Pettinari, che firma la doppietta personale servito sul secondo palo da una torre di Melchiorri, ma è troppo tardi. È fatta. Ecco la zampata play off dei lupi.
Il tabellino.
Avellino - Pescara 3-2
Avellino (3-5-2): Frattali; Pisacane, Fabbro (dal 26' pt Zito), Chiosa; Bittante (dal 1' st Sbaffo), Almici, Kone, Arini, Visconti; Castaldo, Trotta (dal 27' st Comi). A disp.: Gomis, Ely, Vergara, Regoli, Schiavon, D'Angelo. All.: Rastelli.
Pescara (4-3-1-2): Aresti; Zampano, Salamon, Fornasier, Pucino; Brugman (dal 37' st Caprari), Selasi (dal 1' st Politano), Memushaj; Bjarnason; Pettinari, Melchiorri. A disp.: Fiorillo, Zuparic, Abecasis, Gessa, Pasquato, Lazzari, Torreira. All.: Baroni.
Arbitro: Minelli di Varese.
Reti: pt 12' Pettinari; st 18' Castaldo (rig.), 31' Zito, 39' Kone, 48' Pettinari.
Note: Ammoniti: Pisacane e Pucino per gioco falloso; Fabbro, Kone, Zito e Memushaj per comportamento non regolamentare. Calci d'angolo 5-6. Recupero: pt 3'; st 3'.
dal "Partenio-Lombardi", Marco Festa
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