di Marco Festa
L'allenatore dell'Ascoli Picchio, Serse Cosmi, che domani compirà 60 anni, ha parlato al microfono di picenotime al termine della seduta di rifinitura al Picchio Village alla vigilia del match interno contro l'Avellino, valevole per la quarantesima giornata del campionato di Serie B.
Di seguito le principali dichiarazioni rese in sala stampa e nel corso dell'intervista ai colleghi di picenotime: "È una vigilia di tensione, come è normale che sia, sappiamo quello che ci giochiamo, Ascoli ed Avellino sono nella stessa situazione e entrambe le squadre sono alla ricerca della vittoria che potrebbe significare molto. Tempo fa era impensabile potersi giocare questa partita con l'Avellino a parità di punti e a casa nostra, c'è consapevolezza di quanto sia importante questa gara. Ho una mia maniera collaudata di caricarmi in queste occasioni e spero di aver trasmesso alla squadra il mio stato d'animo che sarebbe sufficiente per disputare una grande partita, a cui poi va abbinato il risultato. Rientrerà Bianchi, un recupero importante perché in quel settore, con le contemporanee assenze di Carpani e Martinho, ci eravamo impoveriti. Bianchi ci è mancato per ruolo, per esperienza, per qualità, perché ha gli inserimenti e perché interpreta il suo ruolo nel 3-5-2 nella migliore maniera possibile. Oggi non si è allenato Buzzegoli, a Firenze per i funerali del nonno, ma domani sarà a disposizione. Turn over? Qualche piccolo cambiamento è inevitabile, ma non cambierò mezza squadra."
Così sui prossimi dirimpettai: "L'Avellino è una squadra esperta con valori individuali abbastanza chiari. Non mi sarei aspettato di vederla in questa situazione di classifica dopo la partita di andata. Quanto è importante questa gara? A qualsiasi livello, dallo staff ai calciatori ai dirigenti, se uno non capisce il significato di questa partita non può occupare il ruolo che ha. Un pareggio starebbe bene all'Avellino? Probabile di sì, potrebbe andare bene anche a noi qualora le dirette concorrenti perdessero le proprie partite, comprese le prossime, ma siamo nel campo dei 'se' e dei 'ma' e inoltre ci sono i posticipi (Cesena - Parma e Empoli - Cremonese, ndr) che rendono superfluo a monte ogni tipo di riflessione preventiva sul risultato che sarebbe da ritenere o meno soddisfacente. Quindi: inutile fare la figura dei chiacchieroni, parlare prima. Per noi conta solo tirare fuori il massimo dalla prossima partita, quella contro l'Avellino. I playout? Non ci voglio proprio andare, quello forse poteva essere l'obiettivo di due mesi fa, ma oggi sarebbe imperdonabile non pensare di giocare per la salvezza diretta. Non sono necessarie altre dichiarazioni, questa è una partita che si commenta da sè. Bisogna stare zitti ed essere rispettosi dell'avversario, umili nel senso giusto, andare in campo e pensare ai 95'-100' che saranno."
Ieri, direttamente dal Canada, ha suonato la carica il presidente Bellini: "Credeva nella salvezza diretta anche quando era impensabile potersi giocare una partita come quella di domani; è importante sapere che ci creda, ma ora la palla passa a noi. I tifosi? Da tifosi si vorrebbe vivere per partite con obiettivi diversi, ma sono le gare come quelle di domani che sono cariche di passione. Quando sono arrivato all'Ascoli mi hanno detto i tifosi che Ascoli era sinonimo di sofferenza e devo dire che si è tutto ampiamente verificato."
Fonti: ascolipicchio.com e picenotime.it
Foto: ascolipicchio.com
