Dopo De Vena e Da Dalt ai saluti anche Alessio Tribuzzi. Nel caos che regna in casa Avellino in questi giorni, con i giocatori da oggi tutti svincolati, passa sicuramente in secondo piano ma è ufficiale l’addio, per passare al Frosinone, di uno dei principali artefici della promozione in C. Tribuzzi ha salutato così sul suo profilo Instagram: «È stata l’esperienza che mi aspettavo, la maturazione che speravo e l’emozione che speravo avrei trovato e che mi ha aiutato un po’ di più a diventare uomo prima che giocatore. Sarò per sempre grato alla città, al tifo e alla gente di Avellino. Il Lupo, finché non lo si vive, non si sa davvero cosa ti fa provare… Grazie a tutti col cuore ed un enorme abbraccio da uno che, da oggi, sa cosa vuol dire aver giocato ad Avellino. Alessio19».
Intanto sul fronte societario si è registrata una giornata interlocutoria. L’intenzione di De Cesare è quella di vendere insieme calcio e basket, soluzione non semplice visto che finora gli interessamenti, da parte dei soliti noti, arrivano solo per l’Us e anche perché il basket richiederebbe accollarsi i debiti a meno che De Cesare non trovi una soluzione per garantire in prima persona. Le reazioni di chi è stato accostato all’Avellino, per il momento, sembrano piuttosto tiepide, tra smentite e mezze verità, ma tutto potrebbe rientrare nel naturale gioco delle parti. Molto, se non tutto, dipenderà dall’esito dell’udienza del 12 luglio dinanzi al tribunale fallimentare di Avellino.
Nel caso si aprisse a un concordato, il patron Sidigas potrebbe anche pensare a un clamoroso dietrofront e rimanere in sella, pur nel ridimensionamento necessario per i due progetti che nel calcio non consentirebbe un campionato in C ambizioso e nel basket una ripartenza dalla B.
