De Cesare via a costo zero ma gli acquirenti si nascondono

Il basket rischia seriamente di ripartire dalla B

Avellino.  

Il patron della Sidigas, da fonti a lui molto vicine, crede di poter far valere le proprie carte in sede di udienza fallimentare il prossimo 12 luglio. Le cifre monstre dell'esposizione debitoria salite a 95 milioni di euro rappresentano per la Sidigas una ricostruzione parziale della Procura e non terrebbero conto dei crediti che la società avanza, certo, non per sanarla completamente ma per abbatterne una buona parte. In casa Sidigas, insomma, si dicono preoccupati, di temere questo scoglio dell'udienza ma convinti di poter sostenere con ottimismo le proprie tesi.

La situazione dell' Us Avellino non preoccupa dal punto di vista dei conti, si parla di una società nuova, con appena un anno di vita e sostanzialmente pulita. Quel che lascia qualche perplessità è la timidezza degli approcci di chi vorrebbe comprare. Al momento, sempre secondo fonti vicine a Piazza dei Martiri, nessuno avrebbe manifestato una reale consistenza tale da far dire a De Cesare: Sono pronto a vendere. Manifestazioni di interesse ci sono state, tutte però di imprenditori di fuori provincia, nessun irpino. Ci sono state mail, raccomandate, abboccamenti telefonici prevalentemente di intermediari, avvocati ma nessuno finora è uscito veramente allo scoperto in prima persona. 

Quel che preoccupa di più è la situazione in casa Scandone. Qui c'è un iscrizione ancora da perfezionare, c'è stata una prima bocciatura dei conti da parte della Comtec e soprattutto non c'è stata neanche un offerta per comprare. Se non ci fosse stata questa istanza di fallimento l'ambiente Sidigas si dice certo che non ci sarebbero stati problemi con la Comtec. Ma la controprova non c’è.  E se il 12 luglio il tribunale dovesse dar via libera a un concordato preventivo ed evitare il fallimento De Cesare potrebbe anche decidere di restare, certo con un progetto ridimensionato e il basket dovrebbe necessariamente ripartire dalla serie B. L'ingegneree ha garantito comunque che si accollerà debiti e crediti della sua gestione della Scandone fino ad oggi.