"L'Avellino e la Scandone? A oggi non possono essere cedute"

Caos Sidigas, intervista all'avvocato e professore di diritto dello sport, Angelo Maietta

Avellino.  

La Sidigas è sempre più nella bufera. Nella mattinata odierna, come vi abbiamo raccontato su Ottopagine.it e all'interno dei nostri notiziari su 696 TV OttoChannel, militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Avellino hanno portato a esecuzione un decreto di sequestro preventivo d'urgenza nei confronti di Gianandrea De Cesare, indagato, e del “gruppo di imprese” a lui riconducibile. I reati ipotizzati sono “false comunicazioni sociali”, “omesso versamento di IVA”, “sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte” ed “autoriciglaggio”.

Il provvedimento sarebbe successivo alla proposta di un concordato in bianco presentato alla Procura di Avellino per definire degli accordi di ristrutturazione dei debiti della Sidigas evitandone il fallimento, in attesa dell'udienza del prossimo venerdì presso il Tribunale di Avellino.

Ma che cos'è un concordato in bianco? Lo abbiamo chiesto all'avvocato Angelo Maietta, avvocato e professore di diritto dello sport: “Sostanzialmente il concordato in bianco serve a evitare il fallimento; è uno strumento alternativo al fallimento. Serve a riunire intorno a un tavolo i maggiori creditori per consentire all'impresa di non fallire e di continuare il proprio operato. Era la cosa più logica e migliore da fare in questo stato poiché consente, in qualche modo, una prosecuzione dell'impresa sotto la vigilanza del Tribunale e di alcuni commissari giudiziali con l'ausilio di un pool di tecnici, che vanno a vedere quali possono essere i flussi di cassa. Il concordato in bianco può aiutare a preservare posti di lavoro: oltre agli aspetti sportivi, interessa, questa vicenda, alle famiglie che lavorano in Sidigas.”

Diventa, dunque, cruciale, per il futuro dell'U.S. Avellino e della Scandone, non solo il rigetto della richiesta di fallimento, ma anche la revoca del sequestro posto in essere per la prosecuzione delle attività: "Il sequestro preventivo è per circa cento milioni di euro. Se esiste un assuntore che chiede una valutazione dell'asset Avellino Calcio – Avellino Basket e mette i soldi a deposito, a garanzia, è possibile che possa essere revocato il sequestro. Suppongo che i legali della Sidigas presentino istanza di riesame a questo provvedimento di natura cautelare. Va, però, ricordato che un'istanza di fallimento o una richiesta di sequestro non equivale a una sentenza di condanna. Le istruttorie pre fallimentari servono esattamente a verificare se un'impresa abbia, o meno, il diritto di cittadinanza nel mondo economico: la Sidigas può e deve dimostrare di averne diritto spiegando i motivi che gli vengono contestati. Bisognerà andare a capire sotto questa istanza quali sono le ipotesi di reato contestati. Non credo, però, ci siano problemi così gravi perché, di solito, scattano anche altri tipi di misure cautelari, che, fortunatamente per l'amministratore della Sidigas, non sono state ancora richieste ed applicate."

Le domanda che tutti i tifosi si pongono sono, però, due: l'Avellino e la Scandone possono essere vendute? Il futuro è a rischio, a prescindere dal destino della Sidigas? La chiusura dell'avvocato Maietta è, in tal senso, perentoria: "Il sequestro serve a proteggere la massa dei creditori da ipotesi ulteriori di distrazioni. L'U.S. Avellino e la SS Felice Scandone, allo stato attuale, non possono essere cedute perché c'è un sequestro preventivo su tutto l'asset. L'azienda del gruppo è stata sequestrata, è privata della disponibilità operativa a meno di dissequestro in sede di accoglimento dell'istanza di riesame. Le tempistiche sportive sono differenti rispetto a quelle della giustizia civile. I campionati devono partire. Oggi l'Avellino, pur iscritto al campionato, non ha una squadra. Bisogna capire se viene autorizzato il dissequestro e l'esercizio provvisorio dell'asset Avellino Calcio, altrimenti la società verrà cancellata."

Clicca sul pulsante "play", al centro della foto in apertura, per ascoltare l'intervista integrale all'avvocato e professore di diritto dello sport, Angelo Maietta, sul caso Sidigas.