Avellino, caso Carbone: esclusi rischi di penalizzazione

Ammenda di cinquemila euro per la società irpina: questa la richiesta della Procura Federale

Avellino.  

È terminata pochi minuti fa, al Tribunale Federale Nazionale, l'udienza relativa al deferimento per responsabilità oggettiva dell'Unione Sportiva Avellino a causa di una presunta condotta illecita dell'ex direttore operativo Luigi Carbone, difeso dall'avvocato Alberto Colarusso. La Procura Federale contesta a Carbone di aver violato i principi di lealtà, correttezza e probità chiedendo, in mattinata, 6 mesi di squalifica e un'ammenda di seimila euro per l'ex dirigente della società irpina. 

Per l'Avellino, deferita per responsabilità oggettiva, la Procura ha richiesto solo un'ammenda di cinquemila euro. Sono stati esclusi, quindi, rischi di penalizzazione in classifica per il club biancoverde, rappresentato al TFN dagli avvocati, Eduardo Chiacchio e Gianpaolo Calò. Questa mattina, al Tribunale Federale Nazionale, era presente anche l'ex presidente dell'Avellino, Claudio Mauriello. Sospiro di sollievo per l'ambiente, alla ricerca della giusta serenità dopo mesi di dubbi legati alla crisi societaria, superata con l'ingresso della cordata capeggiata dal duo Izzo-Circelli.