In mani sicure. Il San Tommaso è in quelle del portiere Mario Landi, avellinese doc, chiamato a trasformarsi in una saracinesca per dare una mano, o per meglio dire due, per tagliare lo striscione di un traguardo che rappresenterebbe il secondo miracolo sportivo di fila dopo la promozione in Serie D: la salvezza nel girone I.
L'estremo difensore ha parlato in esclusiva a Ottopagine.it
Landi, 8 punti nelle ultime 6 partite. Vi siete issati in zona playout. Il cammino è ancora lungo, ma adesso siete di nuovo artefici del vostro destino. Che aria si respira nello spogliatoio?
“Nelle ultime 6 partite abbiamo dimostrato che possiamo giocarcela con tutti. È vero, il cammino è ancora molto lungo, ma sappiamo bene quello che dobbiamo fare. Per noi ogni domenica dovrà essere una finale.”
Le ultime due sfide lontano dalle mura amiche del “De Cicco” sono coincise con altrettante vittorie, ottenute oltre il novantesimo: la vostra prima stagionale, a Troina, e poi il blitz a Palmi. Riuscire a far proprie le gare nelle battute finali in pieno recupero, e soprattutto fuori casa, non è mai casuale. È, allora, questo il vero e ultimo indizio per tramutarsi nella prova che siete maturati al punto di poter coronare il sogno della permanenza in categoria?
“Sono arrivate due vittorie importantissime sia per il morale, sia per la classifica. Abbiamo capito che per sperare dobbiamo crederci sino all’ultimo senza mollare, finanche oltre il noventesimo. Solo così possiamo raggiungere il nostro obiettivo.”
È arrivato a stagione in corso, fortemente voluto dalla dirigenza. Il direttore generale Cucciniello ha raccontato un aneddoto, relativo a una promessa che vi eravate fatti, ovvero quella di ritrovarvi. E, dunque, come è stato ritornare al San Tommaso?
“È stato come tornare a casa. Ho ritrovato le persone che mi hanno visto crescere. Nonostante le tante proposte in Serie D ho fatto una scelta di cuore.”
Tante le esperienze lontano dall'Irpinia. Avrebbe mai pensato di difendere i pali dei grifoni in Serie D?
“Il San Tommaso lo scorso anno ha fatto un campionato strepitoso. Ho sempre fatto il tifo per loro, sin da quando sono andato via. Dopo tanti anni fuori non avrei immaginato di tornare, soprattutto in Serie D, ma eccomi qui. Lo ripeto: è stata una decisione che ho preso senza pensarci su due volte, per contribuire a difendere questa categoria.”
La sua parentesi all'Avellino, la scorsa estate, invece, cosa le ha lasciato? Pensa che avrebbe meritato la chance di far parte del gruppo?
“Tocchiamo un tasto dolente. Mi sono voluto giocare la mia prima possibilità con la maglia del mio cuore, quella della squadra della mia città. Ho dato tutto per dimostrare che l'opportunità di far parte della rosa la meritavo, ma purtroppo, qui i ragazzi del posto non sono mai stati valorizzati e sempre scavalcati. Mio malgrado, questo orientamento è stato confermato. Avrei dato tutto per essere utile alla causa del mio Avellino.”
Tornando alla stretta attualità, in arrivo c'è la sfida con il Castrovillari. Chi si ferma è perduto...
“Conta solo la vittoria. Scenderemo in campo ancor più grintosi. Dobbiamo sfruttare ogni possibilità per conquistare i 3 punti.”
Da mister Liquidato a mister Gargiulo, cosa è cambiato?
“Con mister Eduardo Gargiulo mi trovo bene, è una persona seria e disponibile. È arrivato in un momento delicato ed è riuscito subito a prendere in mano le redini con una vittoria. Colgo, però, l’occasione per ringraziare Stefano Liquidato, che ha sempre riposto in me la massima fiducia.”
Lei è un classe '97, non più giovanissimo, ma con le pagine della carriera ancora tutta da scrivere. Dove si immagina da qui a qualche anno?
“L'obiettivo primario, in questo momento, è la salvezza del San Tommaso. Per il futuro mi auguro di avere una possibilità di giocare in categorie superiori, che secondo tanti addetti ai lavori sono alla mia portata. Spero, perciò, al più presto, di potermi mettere in gioco a livelli ancora più alti.”
