di Carmine Quaglia
"Fa un po' male. Il pensiero di non essere più su questa panchina, in questa terra, in questa città sicuramente mi addolora molto". Nel pomeriggio si è chiusa l'esperienza di coach Stefano Sacripanti sulla panchina della Sidigas Avellino. Il tecnico canturino lascia la Scandone dopo tre stagioni da tre finali (Coppa Italia 2016, Supercoppa 2017, Europe Cup 2018) e due semifinali Scudetto (2016 e 2017), ma senza un trofeo in bacheca. "Sono stati 3 anni bellissimi. - ha affermato al microfono di 696 TV OttoChannel - Io ricordo il mio primo incontro con l'ingegner De Cesare che mi chiese di salvarci tranquillamente con il fare i play off che sarebbe stata l'emozione più grande della vita. Al primo anno abbiamo vinto 15 partite di fila e siamo arrivati ad un millimetro dalla finale Scudetto".
Il rimpianto, ma anche il grande affetto ricevuto - "I miei 3 anni sono stati fantastici. Non posso far altro che ringraziare tutti per l'affetto dimostrato. Parlo dell'ingegner De Cesare, di tutti i miei collaboratori, penso agli Original Fans che mi hanno adottato come uno di loro in tutto e per tutto, a tutto il pubblico che mi ha voluto bene, al pubblico che ha voluto bene a questa squadra, al pubblico che ha voluto bene a questa maglia, a questo senso di appartenenza dell'essere irpino. Poi, io credo che in 3 anni abbiamo portato Avellino ad un livello altissimo e adesso mi dispiace un po' non raccoglierne i frutti, ecco. Alla fine, qualche ciclo finisce, si riparte. Però, il mio affetto smisurato per tutti resta. Non è mia consuetudine autocelebrarsi, ma posso assicurare: ho fatto un lavoro quantitativo pazzesco in collaborazione con la presidenza, con Nicola Alberani e con i collaboratori. Non ci siamo mai risparmiati".
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