La vittoria che vale il secondo posto in solitaria nel gruppo A di Basketball Champions League: la Sidigas Avellino prova a ripartire con il successo casalingo in coppa, ottenuto contro il Ludwigsburg. Finale di 82-76 con la scena dominata fino al 35'. Negli ultimi minuti, un calo biancoverde ha regalato slancio ai tedeschi capaci di impattare a quota 76. Avellino si è affidata ad Hamady N'Diaye per strappare due punti preziosi in chiave qualificazione alla fase ad eliminazione diretta della prima competizione internazionale organizzata da FIBA Europe. Nel post-gara, coach Nenad Vucinic ha analizzato innanzitutto la sfida contro il Riesen, ma sono stati inevitabili i ritorni sulle problematiche economiche emerse nelle ultime ore con l'esposizione che vede coinvolta la Sidigas.
"C'era tanta pressione dopo la gara giocata a Trieste. La prestazione della squadra è stata buona. La gara mi è piaciuta e sono felice per la vittoria ottenuta. - ha spiegato Vucinic. - I giocatori stanno tutti bene dal punto di vista fisico. Ho preferito proseguire su quanto costruito da chi ci stava dando tanto e non ho voluto modificare. Alla fine, tranne Green e Nichols, hanno giocato tutti sui 10 minuti". Dall'analisi del match, il tecnico serbo-neozelandese ha parlato della fase complessiva vissuta dalla sua squadra. Nelle ultime ore, la sua stessa posizione era in bilico. Il patron, Gianandrea De Cesare, ha ammesso le difficoltà economiche vissute dalla Sidigas Scandone Avellino, e anche per questo motivo non ritiene Vucinic come il primo responsabile delle ultime prove oltremodo negative. La vittoria in serata può consegnare un ritrovato entusiasmo, per quanto possibile, dopo giorni infernali: "E' una fase difficile da presentare a chi non è un allenatore. I miei problemi sono meno importanti rispetto a quelli vissuti da altre persone. C'è chi combatte contro un cancro, ci sono genitori che perdono i propri figli. Questi sì che sono problemi. Tutto è relativo. Non sono tanto dispiaciuto per la mia persona. Sono dispiaciuto per la situazione nel complesso. Spero che tutto possa tornare nella normalità".
Sul suo futuro e le scelte personali è lapidario: "Non voglio andare via. Non ho mai pensato alle dimissioni". Sul potenziale esonero, paventato dai rumors nel post-Trieste e poi allontanati dalla dirigenza e dalla proprietà, la risposta di Vucinic è articolata: "Facendo un raffronto con il passato, è evidente quanto la professione dell'allenatore sia cambiata. I social, il giornalismo stesso hanno portato il nostro ruolo sotto la lente d'ingrandimento. Siamo giudicati costantemente dall'opinione pubblica. Bastano due ko e si chiede la testa del coach. So solo che la pressione è alta e c'è chi la vive in un modo e chi in un altro".
Gli Original Fans ha esposto la striscione "Rispetto" alla balaustra, lato Tribuna Terminio. "La reazione del tifo è ampiamente giustificata. La gara di Trieste è stata vergognosa. Ci siamo vergognati noi stessi. Guardiamo avanti con la voglia di ripeterne in futuro": - ha aggiunto Vucinic che sottolinea un aspetto sulla vicenda societaria - "Le difficoltà economiche coinvolgono tutta l'organizzazione, ma dobbiamo grati di avere qualcuno come il nostro presidente (Gianandrea De Cesare, ndr). Abbiamo noi delle difficoltà, le può avere anche uno sponsor o un proprietario. Ringraziamo De Cesare per quello che fa".
