PalaDelMauro, 2019 anno decisivo per mutuo e convenzione

2000, 2008, 2019: come è cambiato l'impianto sportivo di Avellino con le Universiadi all'orizzonte

Avellino.  

Nato con la costruzione di due tribune, Montevergine e Terminio, e intitolato a Giacomo Del Mauro, ginnasta avellinese scomparso a 27 anni. Così, all'inaugurazione, si presentava il Palazzetto dello Sport, casa per decenni di diverse discipline sportive della città e della provincia di Avellino con le attività di pallacanestro sia maschile che femminile, con tradizione nel capoluogo. La struttura rimase intatta fino al 2000. All'alba del millennio, il catino di contrada Zoccolari fu rimodellato in base agli standard di Serie A1/A dopo la promozione della Scandone in massima serie. In estate, con sindaco Antonio Di Nunno, iniziò il primo restyling del PalaDelMauro. La Scandone disputò, con deroga, le prime storiche gare con le sole tribune Montervergine e Terminio, mentre all'esterno venivano erette le due curve, inaugurate nel corso della stagione, per i 3500 posti, secondo norma.

Anche con la nuova conformazione, la struttura sportiva non ospitava solo gli eventi della principale squadra cittadina di basket, ma nel 2008 arriva la svolta epocale. Nella gestione Ercolino, la Scandone vince la Coppa Italia e si spinge fino alla prima storica semifinale Scudetto conquistando il pass per la EuroLeague 2008/2009. Per disputare tra le mura amiche le gare casalinghe della massima competizione europea, il PalaDelMauro deve superare i 5000 posti, utili per confermare la licenza annuale del club. Con gli architetti Vincenzo Maria Genovese e Orazio De Cola, nasce, di fatto, nell'estate del 2008, il nuovo PalaDelMauro, casa del basket e che solo per pochi mesi fu utilizzato anche dalla società di pallavolo di A2: una struttura da 5195 posti che vede rafforzate le storiche tribune (l'unica modifica è legata alle bocche di ingresso e al settore VIP) con la costruzione delle nuove curve. Quelle nate nel 2000 furono abbattute per la creazione di un "ottagono" con gradinate e distinti a dominare sui due settori storici. Un progetto avveneristico e realizzato in tempi celeri, lanciato anche grazie al mutuo stipulato con il Credito Sportivo.

La Sidigas e Gianandrea De Cesare, con l'acquisto della Scandone nel 2012, hanno ereditato le rate, pagate fino al 2018. Ora sembra mancare solo l'ultimo step per la conclusione dell'iter con l'istituto di credito che, ad inizio novembre dello scorso anno, evidenziò il mancato pagamento di poco più di 340mila euro, alla scadenza di inizio novembre 2018. Si attende anche un dato ufficiale dopo i rumors delle scorse settimane di risoluzione del caso per un 2019 che risulta come anno decisivo per il PalaDelMauro. Sono in scadenza sia il mutuo che la convenzione per l'utilizzo. Per l'impianto di Contrada Zoccolari è, inoltre, iniziata da alcune settimane un'ulteriore percorso di restyling in ottica Universiadi. Gran parte dei lavori immaginati per la scorsa estate, sono stati ricalibrati per consentire la gestione corrente al club - con il campionato in corso - e per garantire gli standard massimi ad un impianto che, però, grazie all'intervento del 2008, è già parametrato per grandi linee ai livelli massimi delle competizioni FIBA ed ECA. Solo l'aspetto "illuminazione" era finito sotto la lente di ingrandimento e potenzialmente superato con gli ultimi interventi.