Scandone, De Gennaro: "Premesse disattese, ne prendo atto"

Domenica (ore 18) i lupi sfidano Scauri al DelMauro, ma il futuro del club è sempre più in bilico

Avellino.  

Tra lodi e punti di penalizzazione (5) da scontare nella prossima stagione (sempre ammesso che ci siano i presupposti per cominciarla), si fa davvero fatica a continuare a parlare di basket in casa Scandone, ma c'è poco da ritenersi sorpresi date le premesse. Quelle “disattese”, per citare coach Gianluca De Gennaro, oggi in conferenza stampa. Tutti i nodi stanno venendo al pettine ed il castello di sabbia di cui non ci si voleva arrendere a prendere coscienza, andando avanti per inerzia, si sta sgretolando sotto le folate delle promesse (cambia una vocale, non la sostanza, ndr) non mantenute. Date, però, proprio le premesse (l'ennesimo gioco di parole sarà perdonato, ndr) non era poi così difficile immaginare si rivelassero tali. Ma, ormai, tant'è. Inutile cadere nel “tanto si sapeva”. La realtà, dura, che si è cercato di negare con quello che si è rivelato una sorta di accanimento terapeutico, ha preso il sopravvento. Ai tifosi, alla città, non resta, allora, davvero che continuare a fare ciò che non hanno mai smesso di fare: incitare un coach e una squadra ai quali è stato affidato un fardello che pesa come un macigno; che sono stati introdotti vicolo cieco nel quale non resta che continuare ad addentrarsi. Domenica, al PalaDelMauro, arriva Scauri (palla a due ore 18). Non resta che giocare, anche se fuori dal campo il destino, salvo miracolo o epocali svolte, era e resta segnato. Di seguito, le dichiarazioni di Gianluca De Gennaro.

La sfida con Scauri - “Bisogna dar vita ad una prestazione importante dopo una “non prestazione” a Valmontone. Ho chiesto alla squadra di essere intensa, grintosa e di scendere in campo con carattere. Sono le uniche armi che possiamo utilizzare. La sfida contro Scauri è importantissima, ballano due punti salvezza che dobbiamo assolutamente fare nostri. Le motivazioni sono tutte qui. Dobbiamo giocare con determinazione e senza paura. Con le individualità non andiamo lontani. Serve una prova corale. Non abbiamo talenti indiscussi, tutti devono fare il proprio per vincere la partita. Mi aspetto di vedere dieci lupi pronti a sbranare gli avversari. I ragazzi devono giocare come sanno fare, come hanno affrontato Palestrina, Salerno e Matera. Dobbiamo giocare di squadra, dobbiamo essere uniti. Non avrò De Leo, vedremo come evolverà la sua situazione fisica. Bianco, reduce da una botta al ginocchio, per fortuna potrà essere della contesa. Ho altri acciaccati, ma non dovrebbero esserci problemi per domenica.”

I lodi e il mercato bloccato - “Siamo questi e resteremo questi per buona parte della stagione. I tempi tecnici per fare altro sono lunghi: tra pagamenti ed altre questioni non credo che avrò la possibilità di ricorrere al mercato. Alle parole non sono seguiti i fatti, ne prendo atto. C’era una montagna da scalare, e sta diventando sempre più alta. Dobbiamo lavorare, tutti insieme, consapevoli dei nostri mezzi e delle nostre forze per salvare la Scandone. È questo il mio unico pensiero, lavoro 24 ore su 24 per questo.”

Il futuro della Scandone - “Spero che a maggio il club sia salvo. Dopo, magari, scriveremo insieme un libro su questa stagione. Tutte le componenti, dalla stampa ai tifosi, devono stringersi attorno a noi. La realtà dei fatti è questa e la sua evoluzione non dipende da noi. Da noi dipendono solo i risultati sul campo ed è sul campo che vogliamo salvare la Scandone. Criticare, ormai, non serve più. Spero di leggere più cose relative al basket invece che su questioni finanziarie e tribunali. A giugno potrebbe finire tutto anche se la salvezza verrà conquistata? È un rischio che potremmo vivere, mi auguro che altri facciano il miracolo per l’iscrizione del prossimo anno. A prescindere dai punti di penalizzazione. L’ordinaria amministrazione verrà portata avanti da Santoli e Canonico fino a giugno, tutto il resto è in capo al liquidatore. Anche l’acquisto di una penna.”

Lo sfogo di De Gennaro - “Da sportivo avellinese e da allenatore dico che le premesse erano diverse. Quando sono stato chiamato a creare e guidare la squadra ho accettato perché, tenendo duro sino a gennaio, le cose sarebbero cambiate. Abbiamo vinto tre partite, oggi siamo ancora in corsa per la salvezza ma gennaio è arrivato. E gli orizzonti che mi erano stati prospettati stanno vendendo meno. Chiedersi se è stato giusto continuare non ha più molto senso, ora dobbiamo solo stringere i denti. Il mio unico pensiero è tenere tranquilli i ragazzi, allenarli al meglio ed accompagnarli in campo. Le parole del sindaco sulla nostra situazione? È grazie a lui se siamo ancora qui, dobbiamo ringraziarlo. Dalle sue parole emergono le premesse, diverse rispetto alla realtà, con le quali siamo partiti questa estate. Anche a lui sono state dette cose diverse. Speriamo che la Sidigas aiuti la Scandone e non si dimentichi della società di pallacanestro e di tutto quello che gravita attorno ad essa.”