Festa: "Sono mancati 23 milioni. Spero di recuperare il simbolo"

Il sindaco: "Rifarlo proprio per dare ancora più valore al progetto con la Del.Fes."

Avellino.  

Il fallimento della Scandone, Avellino in Serie B con un nuovo titolo sportivo, con l'acquisto dei diritti della Fortitudo Roma, e pronta a ripartire dal girone D, perso dal club storico con la retrocessione in Serie C Gold: tutto in poche ore e nessun rammarico per il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, garante del tentativo di salvataggio operato nel 2019. "Mancato nulla, sono mancati 23 milioni di euro di debiti da ripianare. - ha affermato il primo cittadino - Non entro nel merito delle vicende della proprietà, ma questo è il tema. Pur sapendo che la malattia era quasi incurabile e il malato moribondo, abbiamo provato a salvare la Scandone, provandoci fino alla fine. Consapevoli, come ho sempre affermato, che morta la Scandone non si sarebbe mai potuta più sostituire, ma un titolo si poteva sempre comprare. Consapevoli di questo, c'ho provato, c'abbiamo provato fino alla fine, ma purtroppo a causa di quella mole debitoria il sogno è svanito e ora dobbiamo ricominciare".

Ora la ripartenza con un nuovo club. La DelFes, attiva per 20 anni con il settore giovanile e i campionati minori, garantirà ad Avellino la conferma in un torneo nazionale: "Noi dobbiamo far tesoro di quello che è stato, del modello Scandone, che tanto bene ha fatto alla nostra provincia, e dobbiamo ripartire con la Del.Fes - ha aggiunto Festa - magari sperando che un giorno si possa anche prendere quel simbolo, quella stemma e rifarlo proprio per dare ancora più valore a questo progetto".