“A volte rimanere nei confini della legalità può sembrare una morte per noi, una situazione di comodo. Ma in realtà dopo si rivela un suicidio comune. La legalità può sembrare a volte un bavaglio ma nella realtà è veramente la via obbligata per il bene comune”. Concetti chiari quelli espressi dall'arcivescovo Felice Accrocca che questa mattina ha presieduto la celebrazione del Precetto Pasquale per le Forze dell'Ordine. Il Pastore della Chiesa beneventana non ha usato mezzi termini per affermare che comportarsi secondo le norme, fare le cose nella legalità rappresenta l'unica strada da percorrere anche se nell'immediatezza il concetto di legalità sembra porre una serie di limiti comodamente aggirabili. “Restare nei confini della legalità – ha poi detto durante l'omelia monsignore Accrocca – è l'unica strada per la salvezza, per rinascere”.
Tanti gli uomini e le donne che hanno partecipato alla messa nella Basilica della Madonna delle grazie. Con l'arcivescovo Accrocca hanno concelebrato anche il cappellano della Polizia di stato, don Giancarlo D'Ambrosio ed il cappellano militare, don Francesco Marotta. Con il Prefetto Paola Galeone, il procuratore Capo Aldo Policastro, il procuratore aggiunto Giovanni Conzo e i vertici di Polizia, Carabinieri, Finanza, Vigili del fuoco, polizia municipale e tanti appartenenti alle forze dell'ordine.
Al.Fa
