Trotta bus, di mistero in mistero. Negli uffici di via Santa Colomba, gli stessi che da tre mesi sono senza acqua corrente, sono state installate una decina di videocamere per attivare un sistema di sorveglianza interno ed esterno.
I vertici dell'azienda trasporti hanno investito diverse migliaia di euro per garantirsi una maggiore sicurezza.
Tutto legittimo, ma viene spontaneo chiedersi come sia possibile trovare fondi sufficienti per telecamere e sorveglianza e non impegnarsi per ripristinare un servizio primario come l'erogazione idrica negli uffici e in officina.
Come si ricorderà, la Gesesa, l'azienda pubblica che gestisce la fornitura idrica a Benevento, ha dovuto staccare i contatori dell'acqua presso lo stabilimento Trotta a causa di bollette non pagate per oltre 50mila euro. I dipendenti, da allora, non possono più far uso dei servizi igienici e gli operai non hanno più di che lavare gli autobus, che viaggiano oramai in condizioni pietose.
Appena una settimana fa, i vertici di Gesesa, assecondando criteri di cortesia istituzionale, si erano resi disponibili ad un incontro chiarificatore con la Trotta bus, allo scopo di trovare in modo condiviso una soluzione per gli arretrati, che sono comunque debiti da pagare per la Trotta e in ogni caso crediti da esigere per la Gesesa. Ma anche a questo incontro la dirigenza dell'azienda trasporti non ha trovato modo e tempo di partecipare.
Ecco perché l'installazione delle telecamere sarà utile a garantire maggiore sicurezza ma quegli occhi in più non serviranno a quell'operazione di trasparenza e programmazione del futuro che chiedono i dipendenti, ma soprattutto vuole la città di Benevento.
