De Nigris: "Le eccellenze mediche scappano via"

L'assessore della Giunta Mastella: Nessun responsabile politico ed amministrativo si chiede perchè

Benevento.  

“Dopo la seconda sconfitta elettorale subita nel giro di poco più di un anno, la prima è quella del Referedum costituzionale del 4 dicembre 2016, il Pd ha aperto una lunga riflessione ed ha individuato, non solo a livello locale, nell’autoreferenzialità, nella mancata voglia e nell’incapacità  di “ascoltare” gli altri, le maggiori cause del grave disastro politico”. Sulla querelle Sanità intervine Luigi De Nigris, assessore Ricerca e Sanità al Comune di Benevento.

“Un’analisi che però non sembra sia servita a molto – spiega De Nigris -, almeno stando alle dichiarazioni rese all’unisono dal presidente De Luca e dal deputato regionale Mortaruolo, che hanno criticato i commenti di alcuni Sindaci, tra quello di Benevento, massima Autorità sanitaria locale, che doverosamente e legittimamente hanno espresso sull’Atto aziendale presentato dall'ospedale Rummo di Benevento".

Secondo l'esponente delal Giunta guidata da Clemente Mastella "prima ancora di polemizzare o snobbare gli amministratori, coloro che hanno redatto l’atto o lo difendono acriticamente farebbero meglio ad interrogarsi sul perché le nostre migliori eccellenze mediche, se non sbaglio sono ormai salite a cinque, stanno scappando via dal Sannio per mettersi al servizio di altre strutture pubbliche; a cercare di capire su chi grava la responsabilità di non far svolgere al meglio prestazioni sanitarie all’interno dell’Azienda sannita.  

Va dunque apprezzato - scrive ancora De Nigris - chi da diverse prospettive richiama con determinazione l’attenzione su questi aspetti della sanità locale; chi, tra cui molti addetti ai lavori, sostiene che l’atto aziendale  è buono sulla carta, ma rischia di essere disatteso per chissà quanti anni. Solo menti fantasiose possono infatti immaginare di fermare l’esodo delle nostre eccellenze; colmare le grosse lacune mediche (mancanza di anestesisti, chirurghi, radiologi, radioterapisti, fisici ed oncologi) ed infermieristiche; rinnovare le attuali attrezzature tecnologiche che non consentono di erogare prestazioni sanitarie di adeguato livello, perché vetuste ed obsolete. L’assenza di un normale confronto, - conclude - unito all’attribuzione di poteri in capo ad un Commissario che immagina di essere depositario di verità assolute in qualunque campo dello scibile umano, è inaccettabile e va dunque evidenziato, con mezzi e regole democratiche, perché i rappresentanti territoriali non vanno mortificati ma ascoltati".